Giura il Governo-Gentiloni: De Vincenti ministro per il Mezzogiorno

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De Vincenti

Cinque giorni dopo le dimissioni di Matteo Renzi, nasce il governo Gentiloni. Il nuovo presidente del Consiglio ha sciolto la riserva in un colloquio di un’ora con il capo dello Stato Sergio Mattarella e ha presentato la lista dei ministri. Sono 18, di cui 5 senza portafoglio. Maria Elena Boschi sarà sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Alle 20 il giuramento nel Salone delle feste del Quirinale. Domani la presentazione in Parlamento, prima alla Camera e poi al Senato, per la fiducia che sarà votata entro mercoledì per consentire al neopremier di rappresentare l’Italia al Consiglio europeo di giovedì a Bruxelles. Dodici le conferme rispetto al governo Renzi. La principale novità è il passaggio di Angelino Alfano dal Viminale alla Farnesina, mentre il nuovo ministro dell’Interno è Marco Minniti. Solo tre i volti del tutto nuovi rispetto alla compagine di Renzi. Oltre a Minniti, diventa ministro Anna Finocchiaro, già presidente dei senatori del Pd, ai Rapporti con il Parlamento, per seguire il confronto difficile sulla riforma elettorale; mentre a Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato del Pd, va la responsabilità dell’Istruzione al posto di Stefania Giannini che lascia il governo. Con quello di Alfano dall’Interno agli Esteri, sono poi tre i cambi di casella all’interno dell’esecutivo: a Claudio de Vincenti, finora sottosegretario alla presidenza del Consiglio, va il nuovo ministero per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno; Luca Lotti passa da sottosegretario alla presidenza con delega all’Editoria a ministro dello Sport. Sono 12 su 18 i ministri confermati nello stesso incarico: Padoan all’Economia, Orlando alla Giustizia, Pinotti alla Difesa, Calenda allo Sviluppo Economico, Delrio alle Infrastrutture, Poletti al Lavoro, Lorenzin alla Salute, Franceschini ai Beni culturali, Martina alle Politiche Agricole, Galletti all’Ambiente, Madia alla Pa, Costa alle Regioni.

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