Barilla investe 240 milioni e acquista grano italiano (e campano)

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Certezza sulla disponibilità di grano duro e sulla sua qualità, una maggiore redditività delle aziende agricole, riduzione dell’impatto ambientale e del ricorso all’import: sono questi i punti principali dei nuovi contratti di coltivazione del grano duro stipulati dal gruppo Barilla con gli agricoltori italiani, presentati oggi a Bologna nella sede della Regione Emilia-Romagna. L’accordo, per la prima volta su base triennale, riguarda 50 fornitori pari a 5.000 imprese, coinvolge dodici regioni (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Umbria, Toscana, Lazio, Abruzzo, Molise, Basilicata, Campania e Puglia) e prevede l’impegno da parte della Barilla di acquistare nei prossimi tre anni 900 mila tonnellate di grano duro di qualità italiano, per un investimento complessivo di 240 milioni di euro. In base ai nuovi contratti saranno 65 mila gli ettari destinati alla coltivazione di grano duro (il 6% della superficie nazionale), con un incremento del 40% dei volumi acquistati dall’azienda di Parma nell’ambito del progetto ‘grano duro sostenibile’. “Grazie a questi accordi – afferma Luca Virginio, responsabile comunicazione del gruppo Barilla – riusciremo finalmente ad aumentare la produzione di grano duro italiano di qualità e a remunerare accuratamente gli agricoltori, che potranno programmare al meglio lo sviluppo di mezzi e risorse”.

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