Moio presenta a Mirabella Eclano “Il respiro del vino”

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Come percepiamo gli odori? Da dove nasce quella parte invisibile del vino che dà origine al suo profumo? Com’è organizzato il profumo del vino? Perché è possibile distinguere i vini in “solisti” e “orchestrali”? Quali sono gli odori che ci permettono di riconoscere un vino? Che cosa succede al profumo del vino con lo scorrere degli anni?  Il vino ha una forma? Che cosa vuol dire degustare un vino? Qual è il linguaggio degli odori del vino? A queste e a molte altre domande Luigi Moio risponde con chiarezza nel libro appena edito da Mondadori Il Respiro del vino (504 pagine, € 26,00): un viaggio affascinante alla scoperta di quella sfera invisibile del vino che sono i suoi profumi. Con il supporto d’illustrazioni originali e ricche di dettagli, racconta la sua lunga esperienza di appassionato studioso degli odori del vino, riportando aneddoti curiosi e informali, senza mai tralasciare il rigore dell’approccio scientifico. Il Respiro del vino è dunque il risultato di oltre vent’anni di studi e ricerche intorno all’intimità olfattiva del vino. L’appuntamento è per martedì 27 dicembre alle ore 17.30 presso la Sala Dorotea di Villa Orsini a Mirabella Eclano. Dopo i saluti del sindaco di Mirabella Eclano, Francescantonio Capone e l’introduzione di Agnese Vietri, assessore alla Cultura, l’autore Luigi Moio risponderà alle domande del Giornalista Franco Genzale.

In questo libro sono confluite tutte le argomentazioni sul profumo del vino da me trattate negli ultimi vent’anni in ricerche, incontri, seminari, lezioni, integrate dai tanti spunti ritrovati nei miei diari personali, con l’unico obiettivo di soddisfare l’interesse per l’entusiasmante mondo del vino già palesato da studenti, tecnici, sommelier, appassionati e perfino persone astemie, molte delle quali hanno poi cambiato idea, con mia grande felicità. ….Vi parlerò nelle prossime pagine di quel profumo coinvolgente, di quel suo respiro trattenuto, al quale è impossibile opporre resistenza, che anticipa tutto ciò che si sente in bocca subito dopo avere avvicinato il bicchiere alle labbra. Di quel profumo che forse è l’aspetto sensoriale più straordinario del vino, perché è anche il linguaggio della sua composizione, della sua storia, delle sue tradizioni, dei territori in cui nasce e dei microclimi che ne accarezzano i giorni. Il vino è la sintesi sorprendente dei profumi di tutto ciò che ci circonda, perché ha nella sua natura più profonda le tracce della terra, dei fiori, dei frutti, delle spezie, del mare, della montagna, del vento, della luce e di tante altre cose che nobilmente rappresenta. (Luigi Moio)

 

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