Istat: più occupati al Sud

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Nel 2015, gli occupati sono 22 milioni 465 mila, 186 mila in più sull’anno precedente (+0,8%), ma ancora 626 mila in meno rispetto al 2008. La crescita dell’occupazione, che riguarda sia le donne (+47 mila, +0,5%) sia soprattutto gli uomini (139 mila unità, +1,1%), in circa la metà dei casi si è registrata nel Mezzogiorno (+94 mila), l’area del Paese che nel corso della crisi aveva subito le perdite più consistenti. Lo rende noto l’Istat nell’Annuario Statistico. Quanto alla tipologia degli occupati, a crescere sono esclusivamente i dipendenti (+207 mila unita’, +1,2%), mentre gli indipendenti continuano a diminuire (-0,4%). A livello settoriale, oltre il 90% della crescita di occupati e’ concentrata nei servizi (+173 mila unita’, +1,1%), unico settore in cui i livelli occupazionali superano quelli del 2008. Il tasso di occupazione 15-64 anni e’ al 56,3% (+0,6 punti percentuali in un anno), ancora molto lontano dalla media Ue28 (65,6%); sul territorio raggiunge il 64,8% nel Nord, mentre si attesta al 42,5% nel Mezzogiorno; nell’ottica di genere e’ al 65,5% fra gli uomini (in linea con la media europea e al 47,2% fra le donne. Prosegue la crescita sostenuta del tasso di occupazione dei 55-64enni, che arriva al 48,2% dal 46,2% di un anno prima. L’incremento dell’occupazione in questa fascia d’eta’ e’ dovuto a un insieme di fattori, tra cui soprattutto l’inasprimento dei requisiti per accedere alla pensione, l’aumento di popolazione in eta’ adulta e il maggiore investimento in istruzione della popolazione di questa classe di eta’ rispetto alle generazioni precedenti.

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