Vino, legge in Gazzetta. Cosa prevedono i 91 articoli del testo unico /SCHEDA

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    Pubblicata in Gazzetta ufficiale la legge sul vino, ‘Disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino’. Il provvedimento entra in vigore il 12 gennaio. La legge, 91 articoli, interviene su molti aspetti: dal ravvedimento operoso alle semplificazioni, dalle norme sulla commercializzazione fino alle indicazioni geografiche. “Il vino, prodotto della vite, la vite e i territori viticoli, quali frutto del lavoro, dell’insieme delle competenze, delle conoscenze, delle pratiche e delle tradizioni, costituiscono un patrimonio  culturale nazionale da tutelare e valorizzare negli aspetti di sostenibilità sociale, economica, produttiva, ambientale e culturale”, recita l’articolo 1. Il provvedimento disciplina la produzione, la commercializzazione, l’indicazione delle denominazioni di origine, geografiche e le menzioni tradizionali, l’etichettatura, la gestione, i controlli e il sistema sanzionatorio dei prodotti vitivinicoli anche aromatizzati e degli aceti. In merito alla produzione e commercializzazione si stabilisce: per la viticoltura e il potenziale produttivo, specifiche norme sugli impianti; per la produzione e le pratiche enologiche, semplificazioni per le comunicazioni da effettuare all’ufficio territoriale del dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari – Icqrf in merito alla planimetria dei locali in cui si articolano gli stabilimenti enologici. Sulla commercializzazione, invece, si dettano norme in merito ai requisiti che devono possedere i mosti ed i vini detenuti negli stabilimenti ai fini della vendita. E ancora, sulla tutela delle denominazioni di origine, delle indicazioni geografiche e delle menzioni tradizionali. In particolare: la classificazione delle denominazioni di origine, delle indicazioni geografiche, ambito di applicazione e ambiti territoriali; la procedura per il conferimento della protezione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche; la rivendicazione e la gestione delle produzioni prevedendo per i vini Dop che, in annate climaticamente favorevoli, le Regioni possano destinare l’esubero massimo di resa del 20% a riserva vendemmiale. – E ancora, la composizione e le funzioni del Comitato nazionale dei vini Dop e Igp. Il provvedimento interviene, poi, sulla disciplina dell’utilizzo delle denominazioni geografiche, delle menzioni tradizionali e delle altre indicazioni riservate ai prodotti vitivinicoli Dop e Igp, prevedendo il divieto di riportare il riferimento ad una zona geografica di qualsiasi entità per i vini senza Dop o Igp, salvo il caso in cui siano inclusi in nomi veritieri propri, ragioni sociali o indirizzi di ditte. Novità anche sulla denominazione, produzione e commercializzazione degli aceti. Le principali riguardano modalità semplificate per le iscrizioni nel registro di carico per gli stabilimenti con produzione inferiore a 20 ettolitri. Sul capitolo adempimenti amministrativi e controlli, si è previsto che gli operatori che inseriscono i dati nel sistema informatico Sian siano assolti dal rispetto dei termini di registrazione prescritti, purché i sistemi informatici siano in grado di rispettare le prescrizioni contenute nel dm 20 marzo 2015. Sarà il ministero delle Politiche agricole l’Autorità nazionale competente su controlli e vigilanza. Per quanto riguarda la tutela del made in Italy, l’Agenzia delle Dogane renderà disponibili sul proprio sito internet le informazioni relative alle importazioni di prodotti vitivinicoli. Novità anche sulle sanzioni. Si introduce la fattispecie del ravvedimento operoso, prevedendo la riduzione delle sanzioni amministrative pecuniarie nel caso di violazioni riguardanti comunicazioni formali e qualora non sia già iniziato un procedimento da parte dell’organismo di controllo.

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