Moneta “alternativa”: in Molise, Irpinia e Sannio 400 iscritti

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Non si vende e si compra solo in euro, in 11 regioni italiane esistono sistemi di moneta complementare. Tutto inizia in Sardegna nel 2010 con Sardex: la prima unità di conto che circola parallelamente alla moneta ufficiale e mette in rete una serie di aziende della zona, che si scambiano beni e servizi usando questa valuta virtuale. Tra queste c’è Samex, la moneta alternativa che ha riunito in un unico circuito oltre 400 iscritti, tra il Molise e le province di Benevento e Avellino. Nato nel 2013 ad Isernia, Samex è stato tra i primi circuiti monetari alternativi a svilupparsi fuori dalla Sardegna. Dopo aver approfondito il progetto Sardex, è stata fondata la start up che gestisce il circuito. Le risorse sono arrivate da professionisti e aziende del territorio. Adesso ci sono anche partner istituzionali come l’Università del Molise, la Regione e la Camera di commercio di Isernia. Coloro che vogliono iscriversi al circuito pagano una quota annuale, stabilita in base al fatturato: si va da un minimo di 600 ad un massimo di 4000 euro, per coloro che fatturano più di 5 milioni l’anno. Attraverso questo sistema gli euro si liberano come liquidità e possono essere usati per pagare i dipendenti e le tasse. Sul lungo periodo la ricchezza resta sul territorio, si licenzia di meno e le aziende resistono meglio alle crisi del sistema economico.

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