Aziende, più conveniente investire al Sud: bonus in arrivo

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Pmi

In arrivo un bonus investimenti più forte al Sud.  Il governo intende incrementare le aliquote di agevolazione e ampliare la base di calcolo dell’attuale credito d’imposta. Contemporaneamente la misura, oggi in vigore per Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e alcune zone di Molise e Abruzzo, verrà estesa anche alla Sardegna. Il credito d’imposta istituito con la legge di stabilità 2016 agevola fino al 2019 l’acquisizione – anche tramite leasing – di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive localizzate nel Mezzogiorno. Diversi limiti originari ne hanno finora frenato l’utilizzo da parte delle imprese, soprattutto in termini di investimenti mobilitati. Di qui le modifiche proposte. Aumenta innanzitutto l’aliquota. Per le grandi imprese in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, Sardegna si passa dall’attuale 10% al 25%. Per le medie dal 15% al 35%. Per le piccole dal 20% al 45%. Percentuali più basse, invece, per 86 località di Molise ed Abruzzo (province di Campobasso, Isernia, L’Aquila, Pescara, Teramo, Chieti): 10% per le grandi, 20% per le medie, 30% per le piccole. Un altro cambiamento significativo è l’ampliamento della base su cui calcolare l’agevolazione. Il beneficio sarà calcolato non più al netto ma al lordo degli ammortamenti fiscali dedotti nel periodo d’imposta per beni appartenenti alle medesime categorie di quelli oggetto dell’investimento (macchinari, impianti e attrezzature), con esclusione comunque degli ammortamenti relativi al bene agevolato. Una correzione che puntava a sanare un’incongruenza che di fatto penalizzava proprio chi ha investito di più negli anni precedenti in beni strumentali il cui ammortamento è ancora in corso. Per queste aziende, l’incentivo era di fatto inefficace e privo di attrattività. Contemporaneamente, vengono innalzate per le Pmi le soglie dei progetti d’investimento agevolabili: da 1,5 a 3 milioni per le piccole imprese e da 5 a 10 per le medie. Il massimale resta invece a 15 milioni per i progetti d’investimento delle grandi imprese. L’emendamento prevede infine la possibilità di cumulo del credito d’imposta con gli aiuti in regime de minimis e con altri aiuti di Stato. Il cumulo viene consentito entro il limite dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalle regole Ue. L’insieme delle modifiche, secondo la relazione tecnica, non dovrebbe far venir meno la sostenibilità della misura per la quale la legge di stabilità 2016 aveva stanziato 617 milioni su base annua. A gennaio 2017, a fronte delle agevolazioni, erano emersi crediti per complessivi 198 milioni riferiti agli investimenti previsti per gli anni dal 2016 al 2019 (61,5% per le piccole, 26% per le medie, 12,5% per le grandi). Il rafforzamento, si legge nella relazione, dovrebbe comportare per le finanze pubbliche effetti per 451 milioni nel 2017 (di cui 395 per le Pmi), 541 nel 2018 (473) e 601 nel 2019 (526).

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