Bilanci, a Napoli “spuntano” debiti per 52 milioni

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Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli

Bilanci. Da Palazzo Santa Lucia a Palazzo San Giacomo. Qui sono state discusse in commissione bilancio le cifre dei debiti fuori bilancio del Comune di Napoli che saranno discusse in Consiglio comunale. Cifre che tornano a essere consistenti. Parliamo di quasi 52 milioni di euro, dei quali si è discusso a lungo in Commissione bilancio nel corso di una seduta, guidata dal presidente, Manuela Mirra, che ha esaminato la delibera di proposta al Consiglio «di riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio manifestatisi dal primo settembre al 31 dicembre 2015». Ad illustrare come e perché si sia giunti a questa cifra enorme di debiti è stato l’assessore comunale alle Finanze, Salvatore Palma, presente al tavolo insieme al direttore centrale dei Servizi finanziari, Raffaele Grimaldi e al responsabile del servizio Monitoraggio dell’attuazione del Piano di Riequilibrio Pluriennale, Sergio Aurino. «L’ammontare complessivo che deve trovare copertura finanziaria è di 51.886.302 euro», si legge nella nota ufficiale diffusa dal Comune di Napoli. L’assessore ha spiegato che «i debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive sono circa 2mila per un importo di 28.851.812 euro; quelli invece derivanti da acquisizione di beni e servizi senza il relativo impegno di spesa sono invece 76 per un importo di 12.483.934 euro». A questi importi vanno aggiunte altre voci, riconducibili a pagamenti eseguiti dal Tesoriere (circa 39omila euro), pagamenti per pignoramenti 2016 (circa 7 milioni), nonché i circa 3 milioni e mezzo per debiti già riconosciuti nel 2015. Sempre l’assessore ha esposto il risultato di una analisi compiuta sui debiti fuori bilancio «tra i quali circa 3 milioni derivano da un debito verso la Sapna per maggiore produzione di rifiuti, 5,7 milioni per pagamenti elettricità, i milione a beneficio di Abc per forniture idriche nel patrimonio, 16 milioni per pagamenti connessi alla ricostruzione post terremoto, 1,38 milioni per il Welfare — la Regione deve ancora trasferire circa 3 milioni — 1,4 milioni per edifici scolastici». Complessivamente, però, questa tipologia di debiti «che è l’unica sulla quale l’amministrazione può intervenire, in quanto per quelli derivanti da sentenze è possibile solo eseguire», si è ridotta negli ultimi anni, passando dai 33 milioni del 2013 ai 19 milioni del 2014, ai 15 milioni del 2015».

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