“Pochi mezzi, scarsa manutenzione”: i sindacati attaccano l’Air

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Cgil all'attacco
Air

Le segreterie provinciali di settore di Cgil, Cisl e Uil esprimono il loro rammarico nei confronti dell’Air Spa per la “mancanza di autobus per poter effettuare i servizi, la scarsa e insufficiente manutenzione dei mezzi, la carente pulizia degli autobus e degli uffici dovuta all’utilizzo parziale degli addetti, le conseguenti riduzioni dei turni di servizio (6 turni soppressi) con ricadute sull’efficienza e continuità del servizio. La società A.Ir.  s.p.a. in sede aziendale non ha dato nessuna risposta esaustiva, dopo di che in sede prefettizia ha riportato eventuali soluzioni molto evasive e assolutamente non immediate. Messa in servizio di alcuni autobus, cadenzata in più step, cosa già promessa a settembre 2016, spostamento del deposito aziendale al 1 marzo  nonostante non siano ancora pronte le certificazioni per rendere agibile il nuovo deposito, inizio dei lavori di manutenzione della ditta incaricata al 1 febbraio nonostante che, dal momento dell’affidamento dei servizi ex EAV, ci siano state  ripetute richieste da parte di queste OO.SS”. I sindacati di Avellino e Benevento “pertanto, di fronte a questo continuo ed aleatorio comportamento dell’azienda, si è deciso di procedere nella lotta per dare soluzioni definitive alle problematiche di questo bacino che potranno sfociare anche in astensione dal lavoro se non ci sarà quantomeno un segno di buona volontà da parte aziendale. Nella stessa giornata di ieri, presso la sede dell’A.Ir. si è tenuto un incontro tra l’Amministratore Unico e le R.S.A. di FILT CGIL, FIT CISL ed UGLautoferro riguardo alle insistenti voci di un possibile vendita o svendita della società A.Ir. ad altri operatori economici del settore. Anche in questo caso, l’Amministratore è stato molto evasivo nelle risposte e a volte anche contraddittorio quando nel mentre ha rassicurato che non ci sono richieste in tal senso, nello stesso tempo riferiva di attività da parte delle Regione Campania sul futuro assetto del TPL e che l’A.Ir. e le altre aziende regionali rappresentano un interesse nazionale e sovrannazionale. Altri dubbi lascia la decisione di non procedere ad investimenti sul materiale rotabile per sostituire quello attuale molto vetusto e logorato, che fa presupporre un disinteresse nel continuare l’attività. Tutto questo porta queste OO.SS. ad esprimere forte preoccupazione sul futuro dell’azienda, dei suoi servizi, dei lavoratori che vi operano nonché tante perplessità sulla poca trasparenza che fa presagire ad una grossolana, incomprensibile e poco limpida liquidazione della società”.

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