Pavoncelli bis, opera infinita: lavori di nuovo fermi da 5 mesi/CHE “SCANDALO”

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La “maledizione” della Pavoncelli-bis, l’intervento finalizzato alla realizzazione della nuova galleria di valico alternativa all’esistente galleria Pavoncelli di 16 chilometri (iniziata nel 1906) che, unendo la valle del Sele a quella dell’Ofanto, rappresenta il primo tratto della grande rete dell’Acquedotto Pugliese che ha inizio a poche centinaia di metri dalle sorgenti della Sanità di Caposele (Avellino) e termina nei pressi di Montefellone, nell’agro di Villa Castelli (Brindisi), dopo 245 chilometri in cui l’acqua si muove sfruttando soltanto il dislivello di 90 metri (da 420 a 330), pari a 25-40 centimetri ogni chilometro. La lunghezza della nuova galleria è di 10.218,70 metri. Ad oggi, dopo più di 35 anni, mancano ancora diversi chilometri, nonostante il progetto iniziale risalga al 1985. Ma l’attesa sembra essere destinata a prolungarsi. Infatti, i lavori di realizzazione della Pavoncelli Bis sono ormai fermi da più di cinque mesi senza nessuna comunicazione, secondo le indiscrezioni che arrivano dall’Alta Irpinia, da parte dei responsabili. Da voci di corridoio sembra che i lavori siano fermi fondamentalmente per due motivi: pare che la talpa (nome ufficiale Epb Tbm, Earth pressure balance Tunnel boring machine,  da 220 metri, costruita in Germania, che dopo i lavori di consolidamento è utile per lo «sfondamento»)  si sia impantanata per la natura del terreno e anche perché si sono verificati forti distacchi sulla volta del fronte di carotaggio. Diversi tentativi sono stati fatti nel tempo ma tutti sono risultati vani.  Sembra anche che, e questo è affermato da più parti, si sia in presenza di forti presenze di gas con alto pericolo di scoppio. Le voci che girano trovano riscontro per primo nel parere dell’Autorità di Bacino.  Il 23/09/2010 prot. N° 1119, l’autorità di Bacino Interregionale del fiume Sele, con propria nota N° 88/2010, esprimeva parere definitivo negativo alla realizzazione dell’intervento e ribadiva “le carenze conoscitive evidenziate nella citata determinazione 70/2010 sono sostenute dagli stessi progettisti e confermano l’opportunità di approfondire determinate conoscenze idrogeologiche e statiche per la posa in opera più sicura ed efficace della galleria”.  La storia tramandata racconta della sospensione per ben due anni dei lavori della realizzazione della galleria Rosalba-Pavoncelli per la forte presenza di grosse quantità di gas e di terreni inconsistenti. In molti si chiedono: le continue falde intercettate dalla trapanazione che fine fanno? E si dice, ancora: “Sulla vicenda tutti tacciono e soprattutto tacciono sui pericoli che ci possono essere”. Riflettori puntati anche sul Pozzo A (opera accessoria alla realizzazione della galleria Pavoncelli Bis).  Sembra che l’opera sia stata realizzata senza una chiara concessione edilizia bensì su una semplice comunicazione del sindaco, in cui si riportava che la commissione comunale si era riunita ed aveva espresso parere urbanistico favorevole. Sembra, ancora, che detta opera sia stata realizzata in piena zonaRF3 (pericolosità da frana Pf3, senza peraltro nessuna opera di risanamento; rientra all’interno della perimetrazione del Parco dei Monti Picentini zona B e zona ZPS Picentini IT8040021, rientrano all’interno della fascia di rispetto delle sorgenti D.P.R.236/88 e DLgs 152/2006, infatti si trova  ad una distanza inferiore ai 50 ml. delle sorgenti del Sele e come tale un sovraccarico in zona in frana potrebbe avere serie conseguenze.  Gli abitanti della zona affermano: “Memori di quanto sta accadendo ultimamente in altre regioni d’Italia, chi ce lo dice che Caposele e le sue sorgenti non possano, un domani, essere testimoni di qualche catastrofe forse annunciata?  Non piangiamo sempre sul latte versato  ma proviamo per una volta ad essere previdenti e a tutelarci”. Si parla anche dell’impatto ambientale. “Da quando hanno avuto inizio i lavori alla Pavoncelli bis, Caposele è affollata di autorità sanitarie che scorazzano in ogni dove, fuorché dove dovrebbero richiamarle certi fenomeni pure garbatamente denunciati. Il fiume Sele in questi ultimi anni (casualmente in concomitanza con l’inizio dei lavori della galleria) diventa bianco di tanto in tanto con la conseguente morte di tutte le trote nelle sue acque. Le strade ridotte a mulattiere per il traffico incessante notte e giorno di automezzi pesanti (ben oltre la portata consentita ).  Vere scie di liquami vengono lasciate dal passaggio di questi camion che trasportano a rifiuto il materiale dello scavo, lasciando sulle strade comunali chissà quali reagenti che comunque vengono usati per lo scavo.  La salute dei cittadini è tenuta davvero poco in conto!”. Per ciò che riguarda la Centrale idroelettrica (altra opera accessoria alla galleria Pavoncelli bis), sembra che un’opera finanziata con fondi pubblici (CIPE), su suolo pubblico (Comune di Caposele) alimentata con acque pubbliche, rimanga poi nella proprietà e/o nella gestione di un ente privato, una s.p.a.  “Cosa normale?” si chiedono gli abitanti. A chi l’ardua risposta, a chi, anzi, tutte queste risposte, frutto di domande legittime?.

 

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