Imprese, meno fallimenti nel 2016 (-8,5%)

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Si è rafforzato nel 2016 il calo dei fallimenti e delle altre procedure concorsuali, sull’onda del sempre minore utilizzo del concordato preventivo, mentre è tornato ad aumentare il numero degli imprenditori che decidono di liquidare la propria attività in bonis. Questo è il quadro che emerge dall’Osservatorio su Fallimenti, Procedure e Chiusure di imprese relativo al 2016, diffuso oggi da Cerved. Nel 2016 13,5 mila imprese italiane hanno dichiarato default nel 2016, l’8,5% in meno rispetto al 2015 quando si erano registrati 14,7 mila fallimenti (e un calo del 6,1% rispetto al picco del 2014). La riduzione del 2016 ha riguardato in maniera omogenea tutte le forme giuridiche di impresa, con le società di capitale (-8,5%) che registrano un calo leggermente più marcato delle società di persone (-8,2%). Il calo delle procedure è diffuso a tutti i settori dell’economia, con una riduzione più marcata nelle costruzioni (2,9 mila fallimenti, -11,1% sul 2015), rispetto ai servizi (7,1 mila, -8,7% vs 2015) e industria (2,1 mila, -5,8% vs 2015). A livello geografico, i fallimenti diminuiscono in tutte le aree della Penisola, con la sola eccezione delle Isole, dove il fenomeno torna ad aumentare. Prosegue, per il terzo anno consecutivo, il calo delle procedure concorsuali diverse dai fallimenti : nel 2016 sono state registrate 1.640 procedure, il 35,1% in meno rispetto al 2015. La riduzione è stata fortemente influenzata dal trend del concordato preventivo: il ricorso a questo strumento e’ rapidamente aumentato tra 2011 e 2013 per effetto della crisi e di alcuni provvedimenti legislativi, tra cui l’introduzione del concordato in bianco, che lo avevano reso vantaggioso per le imprese. Dopo l’introduzione di alcuni correttivi normativi , le domande di concordato preventivo si sono drasticamente ridotte: nel 2016 se ne contano 817, il 42% in meno rispetto al 2015 e un quarto rispetto al picco del 2013 (2,2 mila). La riduzione delle procedure non fallimentari ha coinvolto tutti i settori dell’economia, con cali del 37% nell’industria e nelle costruzioni e del 32% nei servizi. Dal punto di vista geografico si registrano tassi di riduzione tra il 35% e il 38% nel Centro-Nord e più bassi (-26%) nel Sud e nelle Isole. Nel 2016, in controtendenza rispetto a fallimenti e procedure non fallimentari, le liquidazioni segnano un aumento del 9,2% rispetto al 2015, superando quota 85 mila. Una parte di questo aumento è attribuibile all’introduzione di norme che hanno reso vantaggioso liquidare soprattutto società immobiliari (+67%, da 6,6 a 11,1 mila). Se si escludono dal conteggio queste società, l’aumento delle liquidazioni registrato nel 2016 è più contenuto (+3,8%), ma segna comunque un’inversione di tendenza negativa rispetto ai cali registrati negli anni precedenti.

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