Imprese giovanili: guida il Sud

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Imprenditoria

Imprese giovanili, guida il Sud. A fine 2016 il Registro delle Camere di commercio contava 608.204 imprese guidate da giovani meno che trentacinquenni. Nei dodici mesi da poco trascorsi, i giovani imprenditori hanno messo a segno un saldo di 63.646 unità in più tra aperture e chiusure di imprese (+10,2%). In alcuni comparti produttivi l’apporto degli under 35 è ancor più significativo. Analizzando il peso percentuale delle imprese giovanili sul totale delle aziende esistenti a fine 2016, tra le attività di lotterie, scommesse e case da gioco i giovani imprenditori sono 1 su 4; nei servizi postali e attività di corrieri sono 1 su 5.

I settori più richiesti. Consistente la presenza di imprese di under (che includono sia le imprese di pulizia sia quelle di giardinaggio), dove i giovani sono oltre il 16% del totale delle imprese registrate; nei servizi alla persona (15,5%); nella ristorazione (15,2%) e nelle attività di supporto per le funzioni di ufficio (15%). La Basilicata è la regione in cui le imprese giovanili hanno particolarmente accelerato il passo nel 2016 rispetto al 2015: +16,7% il saldo tra iscrizioni e cessazioni e +1.078 le imprese. A seguire si incontra il Molise (+14,7%, +570) e il Trentino Alto Adige (+13,8%, +1.294). I tassi di crescita più contenuti si registrano invece in Abruzzo (+7,1%, +1.094), Valle d’Aosta (+8,5%, +102) e Sicilia (+8,8%, +5.389).

Forma giuridica. In valori assoluti, la classifica è però guidata da Lombardia (+8.800 imprese di under 35), Campania (+8.600) e Lazio (+7.600). Imprese giovani sì, ma anche accorte nella scelta della forma giuridica da adottare: aumentano di quasi il 16% nel 2016 le società di capitali, sfiorando le 113mila unità. Aumenti superiori al 9% interessano anche le società di persone e le ditte individuali, che, con 435mila imprese registrate a fine 2016, restano comunque la forma giuridica più diffusa anche tra i giovani capitani d’impresa.

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