Consorzio di tutela: la carica dei 500

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Stefano Di Marzo

Il consorzio di tutela dei vini d’Irpinia si avvia a grandi passi verso il riconoscimento ministeriale. “Partiamo da una base di 500 soci, un numero importante che ci spinge a proseguire sulla strada del dialogo, anche con chi la pensa ancora diversamente”.

Il presidente del Consorzio Stefano Di Marzo apre per l’ennesima volta la porta ai produttori dell’altro consorzio, presieduto da Rosanna Petrozziello. “Il dialogo continua e c’è finalmente la volontà di confrontarsi in maniera costruttiva. Qualche azienda, anche di primissimo livello, ha confermato e rilanciato il suo impegno nel consorzio. Non ci resta che andare avanti in questa direzione”, precisa ai soci, riuniti in assemblea alla Camera di Commercio.

“Anche per questo – rimarca il consigliere Piero Mastroberardino – abbiamo deciso di temporeggiare un attimo sull’iter che porterà al riconoscimento ministeriale. I numeri sono più che rassicuranti e ci sono delle modifiche statutarie da approvare, in linea con quanto disposto a livello ministeriale. Questo lasso di tempo ci servirà per allargare ulteriormente la base associativa, perchè il nostro obiettivo è arrivare uniti e compatti ad un traguardo importante, atteso da troppo tempo da questa provincia”.

La filiera irpina è la mission del consorzio che, in quest’ottica, è intenzionato ad allargare ulteriormente la platea di produttori che parteciperanno al Vinitaly. “Anche quest’anno – precisa Di Marzo – coinvolgeremo le realtà più piccole che, da sole, non riuscirebbero ad essere presenti ad un evento clou per il nostro settore”. Nel corso della seduta, durante la quale è stato approvato il bilancio 2016, i produttori si sono soffermati anche sull’appuntamento del prossimo 23 e 24 maggio, “Ciak Irpinia”. Due giorni di incontri e momenti di degustazione aperti alla stampa specializzata. Un approfondimento delle conoscenze sul territorio irpino e un aggiornamento sui cambiamenti in atto operati dalla comunità dei produttori. Una full immersion sulle produzioni di eccellenze irpine in simbiosi con un territorio straordinario, ancora poco conosciuto al di fuori dei confini regionali.

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