Appalti e camorra, arresti eccellenti: nei guai anche un irpino/NOMI E VIDEO

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Amministratori locali, funzionari pubblici, imprenditori, professori universitari, commercialisti, ingegneri e “faccendieri”. In tutto sono 69 e sono finiti nella “rete” della Procura della Repubblica di Napoli (IL VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA).

La direzione distrettuale antimafia e la Guardia di Finanza ha eseguito 69  ordinanze di misura cautelare a carico di imprenditori ed amministratori – in carica o ex – accusati a vario titolo di corruzione o turbativa d’asta. 36 sono agli arresti domiciliari, 30 sono sottoposte alla custodia cautelare in carcere. Ben 13 i reati di corruzione contestati e 15 di turbativa d’asta in relazione a procedure d’appalto pubblico espletate in varie province campane, in alcuni casi aggravati dalla finalità di agevolare il clan camorristico dei Casalesi (gruppo Schiavone-Russo e gruppo Zagaria). L’inchiesta è condotta dai Pm Catello Maresca, Maurizio Giordano, Luigi Landolfi , Gloria Sanseverino e D’Alessio, con il coordinamento del procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli. In particolare, al centro dell’indagine, è finito il ” vasto giro di corruzione”, quello che i magistrati definiscono come il presunto “sistema La Regina”, che sarebbe stato organizzato da Guglielmo La Regina, il professionista giù coinvolto lo scorso anno nello scandalo sulla ricostruzione di Palazzo Teti Maffuccini (costato una indagine a carico del presidente regionale Pd Stefano Graziano poi completamente prosciolto).

L’ELENCO CON TUTTI I NOMI Comunicato stampa del 15 marzo 2017 PROC (1)

Numerosi gli appalti nel mirino degli inquirenti. Arrestato anche l’ex assessore e ora consigliere regionale Pasquale Sommese, ex demitiano di ferro, al momento della notifica del provvedimento è stato colto da malore. Tra i coinvolti anche l’ex sindaco di Pompei, Claudio D’Alessio (ai domiciliari), a cui è stata contestata solo la turbativa d’asta, con riferimento a un appalto bandito nel 2013 per la realizzazione di un impianto di cremazione vicino al cimitero. Agli arresti domiciliari figurano anche l’ex sindaco di San Giorgio a Cremano Domenico Giorgiano e Adele Campanelli, dal 2010 è alla guida della Soprintendenza Archeologica e dallo scorso febbraio direttrice del parco archeologico dei Campi Flegrei, Napoli (i fatti a lui contestati riguardano esclusivamente la sua attività personale). Tutti gli indagati potranno replicare alle accuse nei successivi passaggi del procedimento. La difesa potrà proporre ricorso al Riesame contro l’ordinanza cautelare. L’accusa di presunte collusioni con il clan camorristico dei Casalesi è contestata solo a La Regina e a tre imprenditori: Alessandro Zagaria, Mario Martinelli, Pasquale Garofalo. Tutti gli altri rispondono solo degli episodi legati agli appalti senza aggravanti. Gli appalti sotto inchiesta sono 18. Sotto la lente dei finanzieri del nucleo di polizia tributaria diretto dal colonnello Giovanni Salerno ci sono gare bandite a Napoli (la Mostra d’Oltremare), Casoria, Pompei, San Giorgio a Cremano, la scuola Medi di Cicciano, dal Consorzio Sannio Alifano, dalla Adisu della Seconda Università e nei comuni di Alife, Casapulla, Riardo, Francolise, Calvi Risorta, Rocca d’Evandro, Benevento. In alcuni casi, afferma la Procura, le gare sarebbero state pilotate a favore “di imprese predesignate, alcune delle quali riconducibili a soggetti vicini alla criminalità organizzata e, precisamente, al clan dei Casalesi”. Tra le persone agli arresti domiciliari c’è anche un irpino: si tratta di Carmine Intoccia, originario di Sant’Angelo dei Lombardi.

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