La mozzarella di bufala cresce all’estero e dà lavoro a 15mila persone

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Mozzarella Dop: è scontro

Nel 2016 quasi una mozzarella di bufala Campana Dop su tre è finita sulle tavole all’estero dove cresce l’apprezzamento per il formaggio italiano a denominazione di origine (Dop) che fa segnare, lo scorso anno, il maggior incremento della produzione, con un balzo del 7,2% per un totale di 44,3 milioni di chili. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti divulgata in occasione della presentazione di “Sua Eccellenza” il libro sulla Mozzarella di Bufala Campana di Paolo Russo presidente della Commissione Agricoltura della Camera nella XVI legislatura e primo firmatario di numerose proposte di legge d’interesse agricolo, presentato dall’autore nel corso di un incontro con Pier Maria Saccani, Direttore Consorzio di Tutela della Mozzarella di bufala campana Dop, Roberto Moncalvo, Presidente di Coldiretti e Maurizio Martina, Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali. Un successo reso possibile grazie al lavoro di circa 1400 allevamenti impegnati quotidianamente a produrre latte nel rispetto delle regole della “mozzarella di bufala campana Dop”, che è il primo formaggio Dop del Sud con un valore al consumo di quasi 700 milioni di euro realizzati anche grazie al prestigio conquistato all’estero dove – sottolinea la Coldiretti – sono diretti circa 13 milioni di chili all’anno. Con le esportazioni crescono le falsificazioni in tutti i continenti dal sud America all’Australia ed anche nell’Unione Europea. “Il 30% della produzione di mozzarella di bufala Campana Dop finisce all’estero principalmente in Germania, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti dove le possibilità di mercato potrebbero moltiplicarsi con una decisa azione di tutela della denominazione dai prodotti di imitazione”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che occorre difendere una filiera che fattura oltre 300 milioni e coinvolge 15mila persone, di cui il 34% composto da giovani e con oltre un addetto su tre donna”.

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