Def: priorità ai giovani, meno tasse in busta paga

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Garanzia giovani

“Stiamo preparando un Documento di economia e finanza importante, per rafforzare la crescita economica in un quadro di stabilità finanziaria. Un Def che, secondo me, anche se siamo alla fine della legislatura, non deve essere elettorale ma di respiro pluriennale”. Così il viceministro per l’Economia, Enrico Morando, in un’intervista al Corriere della Sera, spiegando che per fare un taglio strutturale del cuneo “bisogna delimitare la platea. Per questo, ma si tratta di una mia opinione personale, circoscriverei la platea ai giovani. I quali riceverebbero una dote iniziale di decontribuzione e defiscalizzazione all’inizio molto forte e a regime comunque tale da assicurare, per esempio, un prelievo più basso di 4-5 punti”. Secondo Morando, “dobbiamo fare un Def all’insegna delle riforme. A partire da quelle sulla concorrenza, che segue direttamente Calenda: approviamo finalmente in Parlamento il disegno di legge di due anni fa, se serve con la fiducia, e poi presentiamone subito un altro”. Per il viceministro, “architrave del Def deve essere un taglio strutturale del costo del lavoro”. “C’è stata la decontribuzione sugli assunti a tempo indeterminato – spiega – Questa è stata una misura costosa e temporanea. Ma di cosa si discute ora? Guarda caso di come inserire nel Def e nella manovra per il 2018 un taglio strutturale del costo del lavoro”. Per quanto riguarda le privatizzazioni, “l’anno scorso abbiamo fatto benissimo a sospenderle perché si sarebbero tradotte in una svendita. Ma ora con il miglioramento dei mercati le riprenderemo. Credo che si possa realizzare l’obiettivo di entrate annue pari allo 0,5% di Pil. Come Pd stiamo facendo una riflessione sulle Poste solo perché vanno valutati bene gli aspetti che riguardano la presenza sul territorio e la continuità del servizio pubblico”. Il viceministro torna anche sui bonus di Renzi. “Io non so perché si chiamino bonus misure che invece sono strutturali – ha dichiarato – Il taglio delle tasse per 80 euro al mese per 10 milioni di lavoratori dipendenti è permanente. E sono strutturali la riduzione dell’Irap e dell’Ires per le imprese. E una riformetta, diciamo così, come il canone Rai in bolletta, che erano 10 anni che si proponeva e noi l’abbiamo realizzata, ottenendo un maggior gettito di 400 milioni l’anno pur avendo abbassato il canone per gli utenti! Se questa riforma fosse stata fatta 5-6 anni fa, forse oggi non staremmo a parlare di manovra”.

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