Fisco: Renzi non ha abbassato le tasse per partite Iva

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L’abbassamento delle tasse attuato da Renzi quando era al Governo, ha interessato solo alcune categorie professionali: i lavoratori dipendenti e le imprese, soprattutto quelle di medio-grande dimensione. Per poco meno di 3 milioni di partite Iva, costituite da artigiani, da commercianti e da lavoratori autonomi senza dipendenti, “i benefici, invece, sono stati pressoché nulli”.  Lo sostiene l’Ufficio studi della Cgia di Mestre.

Le principali misure di riduzione del carico fiscale introdotte dall’ex premier Renzi sono state 4: il bonus di 80 euro, una misura che costa all’erario quasi 9 miliardi di euro l’anno e interessa oltre 11 milioni di lavoratori dipendenti con retribuzioni medio-basse. Poi l’eliminazione dell’Irap che ha ridotto il costo del lavoro di 4,3 miliardi di euro l’anno. L’operazione, ovviamente, avvantaggia secondo gli Artigiani le imprese con più dipendenti. Non godono di alcun beneficio il 78% delle imprese individuali e dei lavoratori autonomi e il 52% delle società di persone. Il terzo provvedimento è stato l’abolizione della Tasi, che ha consentito alle famiglie di risparmiare 3,5 miliardi di euro l’anno. Dei 19,6 milioni di proprietari di prima casa che hanno beneficiato di questo sgravio, il 90% circa è costituito da operai, impiegati e pensionati. Solo il 10 per cento circa da imprenditori, liberi professionisti o autonomi. Infine la riduzione Ires: con l’abbattimento dell’aliquota dal 27,5 al 24%, le oltre 700 mila società di capitali interessate risparmiano 3,9 miliardi di euro l’anno. Questa misura non riguarda le piccole-micro imprese (ditte individuali o società di persone).

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