Il sindaco: “Presto il gas all’Omi. Altrimenti battaglia”

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Sarà mai raggiunta dal gas metano anche la Baronia? Se lo chiede PiuEconomia, a chiederselo è soprattutto il sindaco di Vallata, Giuseppe Leone. Le decisioni sui lavori avviati dalla Sidigas – e mai terminati da anni – nella Baronia per la metanizzazione dell’area giungono al capolinea. La Sidigas, dopo quasi quindici anni dall’inizio delle opere, richiede ulteriore proroga per il completamento dei lavori – da doversi concludere già nel dicembre 2016 – ma i sindaci della zona vogliono la rescissione del contratto e il Ministero dello Sviluppo Economico concorda e respinge la proroga, individuando una nuova società che possa procedere all’ultimazione dei lavori. Dal diniego di proroga, la decisione da parte dei sindaci della Baronia di affidare al Comune di San Nicola Baronia, e quindi al sindaco Francesco Colella, il procedimento di rescissione contrattuale dalla Sidigas e la successiva emanazione di un avviso pubblico per determinare una nuova società addetta ai lavori di metanizzazione.

Qual è, secondo Lei, il motivo di tempi così lunghi per la metanizzazione della Baronia?

La vicenda Sidigas risale a tempi molto lontani, al 2002, ma se si può parlare di cause, queste potrebbero essere addossate ai sindaci della Baronia ed in particolare alle precedenti amministrazioni, oltre che al MISE, che non avrebbero dovuto concordare tutte le proroghe concesse alla società.

In che direzione procedere, al fine del completamento dei lavori nel minor tempo possibile?

Adesso noi sindaci abbiamo deliberato per la revoca della proroga e il Ministero sta individuando, mediante una gara, una nuova ditta che si occuperà esclusivamente della metanizzazione. In poco tempo si dovrebbe procedere alla risoluzione della problematica. Ma il problema principale è il finanziamento per l’acquisto di una centrale da posizionare a Scampitella per l’erogazione del gas.

I comuni interessati, Vallata, Vallesaccarda, Scampitella, San Nicola Baronia, Castel Baronia, Carife, San Sossio Baronia e Trevico, potranno chiedere i risarcimenti dei danni alla Sidigas per inadempienze contrattuali e per aver provocato anche dissesti alle strade, proprio a causa dei lavori lasciati lì in sospeso?

Potrebbero, ma il problema è che i Comuni hanno sempre concordato con il Ministero di accettare le proroghe e quindi di allungare i tempi più del dovuto, invece di rescindere il contratto dopo le prime inadempienze. Io posso solo dire che questa volta mi sono trovato un po’ in disaccordo con gli altri sindaci, in quanto avrei accettato la richiesta di un’ultima proroga solo per questione di tempi, poiché bandire una nuova gara e affidare i lavori ad un’altra società, significherebbe attendere ulteriormente. Mi auguro solo che il tutto possa risolversi nei tempi più brevi possibili.

A proposito dei suoi disaccordi con gli altri sindaci della zona, riguardo alla metanizzazione della zona industriale di Vallata ed in particolare dell’attività produttiva della OMI, qual è la situazione ad oggi?

Mi sono trovato in disaccordo perché dopo oltre dieci anni di proroghe concesse alla Sidigas, proprio nel momento in cui i lavori di metanizzazione dell’area PIP di Vallata erano completati all’80%, si decide di non prorogare più i tempi a favore della Sidigas. Per questo motivo attualmente la OMI si trova ad operare in condizioni a dir poco indegne con delle riserve di bombole di gas ma nonostante ciò non riesce a supportare l’attività e necessita di lavori da svolgersi in brevissimi tempi. E’ vergognoso che nel 2017 un’industria aeronautica e aerospaziale come la OMI, dopo aver investito quasi 40 milioni di euro, si ritrova a non poter iniziare effettivamente l’attività produttiva perché manca il gas metano. La Sidigas ha assicurato che in pochissimi mesi la OMI e tutta la zona industriale interessata sarà raggiunta dal gas necessario ad alimentare le industrie. Spero che ciò avvenga quanto prima, anche perché la sistemazione dell’area dal punto di vista della metanizzazione potrebbe favorire aumenti di posti di lavoro e la crescita delle zone irpine interne.

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