Due contratti per la scuola: Cgil in pressing

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Due nuovi contratti per il mondo della scuola. “La firma dei contratti nazionali su mobilità e chiamata da ambito rappresentano sicuramente una buona notizia, anche se la situazione complessiva resta complicata”, precisa la segretaria della Flc Cgil Erika Picariello. La Cgil non risparmi infatti critiche ad un sistema che continua a tagliare risorse al pubblico ed a sostenere, di fatto, solo il privato.

Erika Picariello
Erika Picariello

Il via libera arriva infatti in un contesto cui restano ancora da capire gli esiti della trattativa sul rinnovo contrattuale che incrocia la riscrittura del Testo Unico del Pubblico Impiego e la restituzione delle materie contrattuali stralciate dalla cosiddetta riforma Brunetta. Bocciata invece dalla Cgil l’approvazione in Consiglio dei Ministri delle otto deleghe della legge 107/15, pressoché immutate rispetto alla prima stesura.

“Sono stati raggiunti risultati positivi sulla mobilità perché è derogata la legge 107/15 rispetto al destino di finire negli ambiti territoriali: tra le 15 preferenze (sedi, ambiti e province) possono essere espresse anche cinque sedi analitiche per spostarsi senza perdere la titolarità. Ma – si affretta a precisare Picariello – il 60% dei posti vacanti accantonati per le immissioni e il 30% destinati alla mobilità interprovinciale sono un minimo ristoro considerati gli errori dell’algoritmo della scorsa estate”.

La vera novità è rappresentata dalla regolamentazione della chiamata da ambito mediante contratto nazionale. Ai Collegi Docenti spetterà la scelta fino ad un massimo di 6 tra titoli ed esperienze che fungeranno da criteri per l’individuazione dei candidati. “Raccogliamo reazioni positive, ma restiamo al fianco dei docenti per le difficoltà in cui continuano a muoversi. Questa restituzione di spazio decisionale non è indolore, perché avviene a legislazione profondamente mutata in un clima generale teso. Il mondo della scuola – continua la segreteria di Flc – è esasperato dalla mole di incombenze, a costo zero, della L.107/15. I Collegi dei docenti sono diventati luoghi di ratifica più che di decisione”.

La Cgil auspica un confronto aperto tra i lavoratori. “I deliberati dei Collegi non devono piovere dall’alto, ma essere discussi, e noi saremo al fianco di chi vorrà farlo. Le deleghe lasciano una prevedibile amarezza: a parte la solita retorica, nella realtà si prefigurano ulteriori contenimenti di spesa per la scuola statale, ma risorse fresche per le paritarie ed i privati”.

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