Scandalo Etruria, chiesto interessamento anche dell’ex Popolare dell’Irpinia

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Scandalo Etruria, chiesto interessamento anche dell’ex Popolare dell’Irpinia.  Nelle settimane che precedettero il commissariamento di Banca Etruria – scrive il Secolo XIX -un influente membro del governo chiese alla Banca Popolare dell’Emilia Romagna (Bper) di valutare un intervento in favore della banca aretina. Siamo nei primi giorni del 2015 quando un «alto esponente» del governo guidato allora da Matteo Renzi contatta i vertici di Bper e chiede la disponibilità della popolare modenese a intervenire in favore di Banca Etruria. Quello stesso giorno e il successivo l’episodio viene riportato ad alcuni ex esponenti aziendali di Etruria, ai quali i vertici di Bper erano legati da una lunga consuetudine in virtù anche della comune appartenenza alla galassia delle banche popolari. D’altra parte, proprio Bper era stata una delle candidate a prendersi Etruria, della quale conosceva benissimo sia le potenzialità che i problemi, spiega una delle fonti interpellate.

L’ultimo tentativo risaliva a qualche mese prima, quando la pressione di Bankitalia per aggregare Etruria si era fatta più forte ma Bper aveva dovuto lasciare il passo alle insistenze della Popolare di Vicenza di Gianni Zonin, preferita da via Nazionale, che tra maggio e giugno sembrava pronta a lanciare un’opa poi mai concretizzata. L’allora presidente di Bper Ettore Caselli, contattato, nega di aver ricevuto pressioni di alcun tipo: «Guardammo il dossier Etruria come ne guardammo altri e decidemmo di non farne niente».

Il “caso” arriva dopo le accuse di De Bortoli a Maria Elena Boschi.

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