Benessere della famiglie, Campania fanalino di coda

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Le famiglie campane fanalino di coda per il grado di benessere, come il Sud Italia. Nella fotografia scattata dal nuovo ‘barometro regionale’ della Cisl – che mostra i diversi andamenti a livello regionale del benessere delle famiglie – le regioni che hanno perso di più dall’inizio della crisi fino all’autunno 2014 sono quelle meridionali (nell’ordine Sicilia, Campania, Calabria, Sardegna), che già partivano da posizioni largamente inferiori alla media. Ma perdite tra 8 e dieci punti si evidenziano anche in altre regioni, come l’Umbria, l’Emilia Romagna, le Marche, la Lombardia, la Toscana e la Liguria. La Calabria accoppia la caduta più rilevante nella crisi ad andamenti insoddisfacenti nella ripresa del periodo 2014 – 2016, per un dato negativo anche in questi anni. Al contrario il Lazio e, soprattutto, il Piemonte, (più marginalmente la Basilicata) hanno avuto una caduta significativa dal 2008, ma inferiore alla media, e soprattutto un miglioramento più sostanzioso durante la ripresa iniziata nel 2014.

La Lombardia, invece, può essere presa a riferimento di un gruppo di regioni che ha avuto una perdita superiore alla media nella crisi, ma ha presentato più recentemente una buona capacità di recupero; questo si può dire anche per l’Emilia Romagna, l’Umbria e le Marche. Una inversione di tendenza – spiega lo studio – si è avuta anche per Sicilia, Campania e Sardegna, ma il livello rimane lontanissimo dalle altre regioni e dal livello pre-crisi. Tra le regioni più “stazionarie”, che avevano risentito un po’ meno della crisi, ma che negli ultimi due anni non paiono nemmeno aver avuto particolari accelerazioni sono l’Abruzzo, il Trentino Alto Adige, la Val d’Aosta, la Puglia e, più defilata, il Friuli Venezia Giulia. Il Veneto, da parte sua, ha avuto negli ultimi due anni miglioramenti del benessere troppo modesti sia rispetto alla caduta precedente, che rispetto a quanto espresso in altre aree. Sempre con riferimento al IV trimestre 2016, si osserva che il miglioramento dell’indice Cisl di benessere complessivo rispetto al 2014 è comune a tutti e tre i domini considerati (Lavoro, Istruzione e Coesione sociale), ma i maggiori progressi si sono avuti per il dominio relativo al Lavoro.

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