Pmi, un controllo ispettivo ogni tre giorni: paradosso tutto italiano

0
386

Pmi, un controllo ispettivo ogni tre giorni: paradosso tutto italiano. Si rafforza, infatti,  il potere ispettivo dello Stato e delle strutture periferiche nei confronti delle imprese. L’Ufficio studi della Cgia ha calcolato che, potenzialmente, una piccola azienda italiana può essere soggetta a ben 111 controlli da parte di 15 diversi istituti, agenzie o enti pubblici. In linea puramente teorica, praticamente uno ogni 3 giorni. E rispetto alla prima rilevazione eseguita dagli artigiani mestrini nel 2014 – spiega la Cgia in una nota – la situazione è peggiorata. Nonostante il numero dei controllori sia rimasto pressoché lo stesso, le possibili ispezioni, invece, sono aumentate di 14 unità”. L’elaborazione della Cgia è iniziata suddividendo il quadro legislativo generale in quattro grandi settori, dopodiché per ciascuno di essi è stato conteggiato il numero dei possibili controlli che un’attività produttiva può incorrere e gli enti deputati all’attività ispettiva.

Settori più a rischio controlli

Il settore a più alta ‘densità’ di potenziali controlli è quello dell’ambiente e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Le voci più a ‘rischio’ riguardano la conformità/mantenimento dell’ efficienza degli impianti (elettrici, idrici, gas, etc.) e il rispetto delle norme antincendio. In entrambi i casi sono 6 diversi enti che hanno specifiche competenze in materia di controllo.

Print Friendly, PDF & Email