Fca, torna la cassa integrazione alla Maserati di Grugliasco

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Ritorna la cassa integrazione, dal 3 al 7 luglio, allo stabilimento Maserati di Grugliasco (Torino) per tutti i per tutti i 1.718 dipendenti. Lo si apprende da fonti sindacali. Il provvedimento sarebbe legato all’andamento del mercato. “Purtroppo la cassa integrazione continua a ritmi considerevoli. Alla fine di giugno 2017, contando la cassa che si è fatta a dicembre 2016, saranno già ben 59 giorni su 143 teorici totali. Questo significa che il 41% di giorni lavorativi sono stati fatti in cassa integrazione” hanno evidenziato Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom-Cgil, e Edi Lazzi, responsabile della Maserati per la Fiom-Cgil torinese. “Nulla ci fa pensare che al rientro della pausa estiva il trend si possa invertire. A questo punto pensiamo sia fondamentale iniziare a discutere del futuro produttivo della Maserati di Grugliasco e del Polo produttivo del Lusso in cui è inserita anche la Carrozzeria di Mirafiori” hanno sollecitato i due esponenti della Fiom torinese. “È ormai fin troppo evidente che o Fca ha un piano complessivo per i due stabilimenti, che preveda l’arrivo immediato di un nuovo modello a Mirafiori e immediatamente dopo uno per Grugliasco, oppure le problematiche legate alla cassa integrazione e al rientro a pieno regime dei lavoratori di Mirafiori, che sono in contratto di solidarietà, non saranno risolte, con lo scenario, che vorremmo fortemente evitare, di lavoratori in esubero anche alla luce della riforma degli ammortizzatori sociali che ne ha ridotto l’utilizzo nel tempo” prevedono i due esponenti della Fiom.

Di diverso avviso Dario Basso della Uilm di Torino, che ha parlato comunque di “notizia non positiva”, precisando però che “si tratta di una fase ciclica”. “Per questa tipologia di vetture e per i mercati a cui sono destinate, ci sono periodi nei quali la domanda è più elevata rispetto ad altri. Di conseguenza, come è sempre accaduto, è molto probabile che verso la fine dell’anno la situazione registri un miglioramento” ha commentato Dario Basso della Uilm di Torino “Delineare scenari nefasti a base di esuberi e mancanza di prospettive –  ha concluso il segretario Uilm – denota una scarsa conoscenza dei numeri, o un loro utilizzo strumentale”.

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