Il rapporto: in aumento i laureati stranieri in Italia

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Imprese straniere in crescita

Nel 2016 quasi la metà del totale dei laureati (47%) ha conseguito il titolo nella stessa provincia in cui ha ottenuto il diploma di scuola secondaria di secondo grado. Sono i dati del XIX Rapporto sul Profilo dei laureati del Consorzio Interuniversitario Almalaurea. Il 26% dei laureati ha sperimentato una mobilità limitata, conseguendo il titolo in una provincia limitrofa a quella di conseguimento del diploma mentre, per il restante 27%, si osserva una mobilità di più ampio raggio che spazia dal conseguimento del titolo in province non limitrofe a quelle del conseguimento del diploma fino ai diplomi conseguiti all’estero. I laureati magistrali biennali sono i più propensi alla mobilità geografica per motivi di studio: il 35% ha conseguito il titolo in una provincia diversa e non limitrofa a quella di conseguimento del diploma di scuola secondaria (contro il 24% dei laureati triennali e il 25% di quelli a ciclo unico).

La quota di laureati di cittadinanza estera è del 3,5% sul complesso dei laureati (corrispondente a 9.556 laureati negli Atenei AlmaLaurea nel 2016) con una punta del 4,6% nei corsi magistrali biennali e con valori prossimi al 3% tra i laureati a ciclo unico (2,7%) e fra quelli triennali (3,2%).

E’ opportuno ricordare che negli ultimi 10 anni è aumentata apprezzabilmente la quota di laureati di cittadinanza estera (erano il 2,3% nel 2006).

La maggior parte dei laureati stranieri (59%) è arrivata in Italia dopo il diploma di scuola secondaria superiore. E’ crescente però la quota di giovani stranieri che provengono da famiglie già residenti in Italia, come testimonia il fatto che il 41% dei laureati di cittadinanza non italiana ha conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado nel nostro Paese: tale quota era il 28% nel 2011.

Per quanto riguarda la provenienza: il 53% dei laureati esteri proviene dall’Europa, in particolare il 14% è cittadino albanese e il 10% rumeno. I laureati cinesi, cresciuti notevolmente negli ultimi anni, sono il 9% nel 2016. Il 14% proviene dal continente africano (specie dal Camerun, 4%, e dal Maghreb, 3%) e un 10% dalle Americhe (in particolare dal Perù, 2%). I flussi di stranieri si indirizzano soprattutto verso specifici ambiti disciplinari: linguistico, economico-statistico, architettura per i corsi triennali; farmaceutico, medicina e odontoiatria per quelli a ciclo unico; architettura, politico-sociale, ingegneria, linguistico per i corsi magistrali biennali.

Secondo i dati Unesco, l’Italia è al decimo posto nel mondo per attrattività del sistema universitario: su cento studenti “mobili” in tutto il mondo, ovvero studenti universitari che si recano in un Paese diverso da quello di origine, 2 scelgono l’Italia. Il nostro Paese è preceduto da Stati Uniti (19%), Regno Unito (10%), Australia (6%), Francia (6%), Germania (5%), Russia (3%), Giappone (3%), Canada (3%) e Cina (2%).

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