Quota rosa, Patrizia Reale il 23 dal Prefetto. “Pretendo risposte certe”

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Ancora giunta comunale “blu” a Castel Baronia: senza quota rosa e in continua battaglia con chi chiede il rispetto di una legge che prevede la presenza femminile equilibrata a quella maschile in tutte le giunte comunali.

L’interessante vicenda “quota rosa”, che da anni fa di Castel Baronia un caso quasi unico in Italia, sembra ancora non prendere nessuna piega. Tuttora non si riesce ad arrivare ad una svolta che possa finalmente porre fine alla questione, sollevata con il semplice scopo di far rispettare quanto imposto dalla legge. Nonostante i continui solleciti da parte di più istituzioni provenienti da diverse fazioni politiche e rivolti all’intero consiglio comunale, la giunta continua a non essere equilibrata- divenendo così oggetto di attenzione pubblica Castellese, e non solo.

E, d’altra parte, nemmeno il potere del sindaco – affidatogli dalla legge – di revocare la nomina, da parte del commissario ad acta, di una diversa componente femminile nella giunta, è servito a voltare pagina. Eppure i solleciti sono stati sempre chiari nell’invitare la giunta comunale ad adeguarsi al rispetto della parità di genere. Un ultimo “invito” giunge dalla Consigliera della Parità della Regione Campania, Domenica Marianna Lomazzo, che dopo aver definito la vicenda come “una guerra frontale senza esclusione di colpa”, chiede l’adeguamento della giunta comunale di Castel Baronia alla “legge quota rosa”. E così la consigliera dell’opposizione, Patrizia Reale, decide ancora una volta di non mettere un punto, ma anzi di riprendere la corsa più combattente del solito.

“Pretendo delle risposte certe che chiariscano la vicenda, considerato che neppure la pronuncia del TAR di Salerno sembra non essere entrata nel merito, ma si limita a stabilire che un consigliere non può impugnare un decreto emanato dal sindaco. Il 23 maggio incontrerò il Prefetto e chiederò ulteriori spiegazioni sui motivi per cui, anche dinanzi a delle precedenti pronunce che favorirebbero la mia posizione, si continua a non rispettare la legge. Certamente sono consapevole che la decisione del commissario ad acta di nominare me quale componente femminile della giunta – a discapito dell’assessore Fabio Montalbetti, primo eletto di tutto il Consiglio Comunale – sia andata contro il principio di democrazia, ma c’è bisogno di chiarezza e soprattutto di rispettare in qualche modo l’equilibrio di genere. Anche se è necessario specificare, a questo punto, che il commissario ad acta ha lasciato libera discrezionalità al sindaco Felice Martone di far rientrare in giunta Montalbetti, proprio in quanto primo eletto, al posto del vicesindaco Carmine Famiglietti. Ma è evidente che il sindaco ha preferito ritornare al punto di partenza, revocando la nomina commissariale. Chiedo solo che qualcuno smuova le acque”. Questa la dichiarazione agguerrita della consigliera Patrizia Reale.

Intanto tra due anni terminerà il mandato dell’attuale giunta comunale: ce la farà Castel Baronia a giungere ad una conclusione prima della fine?

Nell’attesa del 23 maggio, la vicenda resterà ancora appesa al filo…della speranza…dei cittadini castellesi di porre fine a questa infinita partita di ping pong e di non pagarne più le spese e le conseguenze derivanti da una situazione a dir poco assurda.

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