Pubblico impiego: licenziamento per chi è “bocciato” per tre anni di fila

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60mila assunzioni

Pubblico impiego, arriva il codice disciplinare: licenziamento per chi è “bocciato” per tre anni di fila. E’ attesa oggi, venerdì 19 maggio, l’approvazione definitiva in Consiglio dei ministri insieme al decreto che rivede per l’ennesima volta il sistema dei “premi di produttività” degli statali.

Il nuovo codice disciplinare fra gli altri aspetti amplia, portandoli da sei a dieci, i casi che possono portare alla sanzione massima del licenziamento. Accanto alle classiche false timbrature, assenze ingiustificate, false dichiarazioni per ottenere posti o promozioni e così via, le nuove regole impongono l’addio a chi viola in modo «grave e reiterato» i codici di comportamento, mostra uno «scarso rendimento» a causa di reiterate violazioni degli obblighi per le quali è già stato sanzionato, oppure va incontro a «costanti valutazioni negative». Proprio qui arriva una delle novità dell’ultimo testo, perché la sua versione definitiva spiegherà che per determinare il licenziamento la valutazione negativa dovrà ripetersi per tutti e tre gli anni coperti da ogni contrattazione.

Nella pratica, si distinguerà fra le «bocciature» ai fini economici, basate su parametri affidati alla contrattazione, e quelle ai fini disciplinari, che saranno determinate dai sistemi di valutazione. Subito in vigore anche il licenziamento per i dirigenti che con dolo o colpa grave evitano di attivare e concludere i procedimenti disciplinari. Alle procedure che si avvieranno dopo l’entrata in vigore della riforma si applicherà l’articolo 18 ritoccato dal decreto, che limita a 24 mensilità l’indennizzo se il giudice decide il reintegro.

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