Emergenza cyberbullismo: fronte comune

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Incontro all'Università di Salerno

Emergenza cyberbullismo, confronto presso l’Aula delle Lauree dell’Università di Fisciano. A  dare  il  via  al  dibattito,  organizzato  dall’Associazione  Legalità  2.0, è stata Maria Beccio, vicepresidente dell’Associazione, la quale ha spiegato come è nato il progetto Legalità 2.0 e perché, per il primo convegno, si è scelto di affrontare proprio questo tema, divenuto attualissimo in questi ultimi giorni, grazie all’approvazione definitiva della Camera della legge sul cyberbullismo. L’associazione, ufficialmente nata a febbraio di quest’anno, è la prima in Italia, ed ha come obiettivo primario la tutela e la difesa della vittima dei reati commessi sul web, offrendo supporto psicologico e giuridico dalla fase fisiologica a quella patologica. Come ha spiegato Beccio, “la scelta sul tema del convegno è stata dettata dai dati reali che, in questi primi mesi di vita, la stessa Associazione ha registrato, attraverso le esperienze raccontate direttamente dalle vittime, alle quali le parole hanno fatto più male della botte”.

La stessa Presidente dell’Associazione, Maddalena  Corbisiero,  ha tenuto a sottolineare come “in uno scenario nel quale si assiste al continuo incremento dei reati on-line, causa la scarsa informazione e la continua evoluzione tecnologica, il contrasto alla criminalità informatica ha spinto l’associazione 2.0 a realizzare una macchina organizzativa di professionisti capace di offrire concreto supporto alla vittima, attraverso la sensibilizzazione dell’utenza sui rischi cui è possibile incorrere attraverso l’uso degli strumenti informatici”.

Al tavolo hanno preso parte diverse figure istituzionali, tutte di alta professionalità e particolarmente sensibili alla tematica. Tra gli interventi, quello della Senatrice Elena Ferrara, prima firmataria del Decreto Legge sul cyberbullismo, la quale, nel corso suo intervento, ha spiegato come è nata la sua proposta di  legge: 4 anni fa, sulla storia di Carolina Picchio, la 14enne di Novara, morta suicida perché vittima del bullismo informatico, in qualità di insegnante di musica di Carolina, insieme con il padre della 14enne, Paolo Picchio, anche lui presente all’incontro, ha deciso di portare avanti una battaglia per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo, al fine di tutelare i minori vittime di questo grave crimine, nonché, ammonire i bulli.

A sottolineare l’attualità del tema, anche la psicologa Maria Anna Formisano, che si è soffermata su quella che è oggi la figura del bullo: oggi, il bullo si nasconde on line e per questo è più “vigliacco” perché si sente forte del fatto che, attraverso la rete, riesce facilmente a nascondersi ed a diffondere quelle che sono le proprie intenzioni criminali; il bullo tradizionale, invece, agiva mostrandosi faccia a faccia con la vittima.

A prendere parola anche Michele  De  Capola, che, in qualità di rappresentante della  Polizia  Postale,  ha  spiegato  come  sempre  più  genitori  si  rivolgono a  loro  per “scoprire”  cosa  i  propri  figli  nascondono  dietro al  pc, sottolineando la mancanza di comunicazione tra genitori e figli. Lo stesso Fabio Benigni, Presidente dell’ordine degli Avvocati di Avellino, presente al tavolo dell’incontro, si è soffermato sull’importanza della formazione che il minore deve ricevere da famiglia ed istituzioni, compresa la scuola. “Solo un’attenta informazione del minore sui pericoli che si corrono utilizzando in maniera impropria la tecnologia – spiega Benigni – può  evitare  che  il  bullismo  informatico,  così  come  il bullismo tradizionale ed il gioco d’azzardo, possano continuare a diffondersi a macchia d’olio”.

(ha collaborato Alessandra De Piano)

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