Studi di settore: 20 miliardi di tasse in più

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Rapporto Istat
Fisco e redditi

Quasi 20 miliardi di tasse in più versate all’erario grazie agli studi di settore. Dal 1998, anno della loro introduzione, al 2015, a fronte di 49,2 miliardi di maggiori ricavi ottenuti attraverso l’adeguamento spontaneo in sede di dichiarazione dei redditi, gli studi di settore, secondo una stima elaborata dall’Ufficio studi della Cgia, in 19,6 miliardi di euro di tasse in più versate all’erario. “Certo – ha spiegato il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo – è difficile stabilire quanti di questi soldi siano il frutto di una graduale emersione della base imponibile e quanti, invece, siano riconducibili a tasse aggiuntive che i contribuenti hanno pagato perché l’asticella dei ricavi imposta dagli studi di settore era troppo elevata. Molto probabilmente la verità sta nel mezzo. Per questo è necessario che i nuovi indicatori di affidabilità non ricalchino queste vecchie abitudini”.

Tra i 3,5 milioni di contribuenti soggetti agli studi di settore, a livello territoriale è Roma la provincia che ne conta di più: 244.000. Seguono le province di Milano (221.480), Napoli (133.237) e Torino (129.527). In coda alla classifica, invece, troviamo Carbonia-Iglesias (4.950), Isernia (4.775), Medio Campidano (3.949) e Ogliastra (2.926).

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