Ad Avellino sta per arrivare un Vescovo “blindato” e per pochi “giornalisti eletti”

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Ad Avellino sta per arrivare un Vescovo “blindato” e per pochi “giornalisti eletti”. Capiamo perfettamente le misure di sicurezza prese in maniera precauzionale ma non possiamo, per questo motivo, esimerci dal sottolineare tante, troppe forzature. Una di queste, per restare al nostro settore, senza dunque correre il rischio di “sconfinare”, riguarda proprio il nostro mestiere, la nostra categoria.

Ben vengano le richieste di accrediti, su questo alziamo le mani, ci mancherebbe (nonostante Piazza Libertà sia un luogo pubblico, così come Piazza Duomo). Ma non riusciamo proprio a capire la disposizione che troviamo alla fine di questa frase: “Si fa presente che per motivi di sicurezza l’accesso nelle zone delle celebrazioni sarà consentito solo a giornalisti e cineoperatori accreditati nelle due zone riservate alla stampa, in Piazza Libertà durante l’Accoglienza al Vescovo e in cattedrale durante la celebrazione. Non sarà consentito lo spostamento da una postazione all’altra”.

Bene, a chi dobbiamo spiegare che il Vescovo (forse proprio a lui?) arriverà in Irpinia. L’ultima disposizione, infatti, presuppone uno spiegamento di forze che molti organi di informazione locali non hanno. Di conseguenza, si dovrebbe fare una scelta: o Piazza Libertà oppure Piazza Duomo. Ecco, ci chiediamo: perché, a molti di noi, deve essere impedito di seguire la parte di evento in Piazza Libertà o Piazza Duomo? Il tutto si collega, infine – senza voler fare nessun tipo di polemica – alla scelta di far riprendere l’intera cerimonia, in diretta ed in esclusiva, ad una sola emittente. Ci chiediamo soltanto chi ha preso una simile decisione e su quali basi? In altre parole, perché è stata scelta un’emittente piuttosto di un’altra? Bel modo di fare o di essere Chiesa cattolica, bel modo di essere dalla parte di… Ma dalla parte di chi? Forse un “mea culpa” di qualcuno ci starebbe proprio bene. 

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