Lavoro: contratti a tempo indeterminato meno cari

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Lavoro: contratti a tempo indeterminato meno cari. “Abbiamo quasi 600 mila contratti in più sul 2016, anche se in prevalenza a termine. Il tema però è un altro: per completare il Jobs Act bisogna tagliare il costo del lavoro e rendere il contratto a tempo indeterminato meno caro. E per sempre. A partire dai giovani”. Parola di Marco Leonardi, consigliere economico di Palazzo Chigi, intervistato da Repubblica. “Fin dal Lingotto di Renzi, pensiamo di dimezzare i contributi per tre anni a chi assume con un contratto a tutele crescenti un under 35, ma questa soglia d’età dipende da quanti soldi avremo. Sarà un contratto per il primo impiego a tempo indeterminato. E consentirà all’impresa di risparmiare 3-4 mila euro all’anno per ogni nuovo assunto. A patto che non licenzi”, spiega.

Un’operazione che costerà “meno di un miliardo nei primi due anni. Poi tra 1,5 e 2,5 miliardi, a seconda delle soluzioni. L’incentivo andrà a sostituire il bonus assunzioni legato a Garanzia Giovani, che finisce quest’anno. E sarà portabile: se l’azienda mi assume e poi mi licenzia nel primo anno, ne ho ancora due di bonus da attivare con altri datori”.

Per quanto riguarda le crisi industriali e gli esuberi di persone mature, Leonardi pensa “a strutturare politiche attive legate non ai singoli, ma alle crisi d’azienda che poi sfociano in licenziamenti collettivi. L’idea è di intervenire da subito, appena inizia la Cassa, coinvolgendo Stato e azienda”. L’Ape sociale è partita, “dopo tanta fatica, siamo contenti. L’obiettivo per il 2017 sarà raggiunto facilmente. E se le richieste accolte saranno molto superiori a quanto preventivato, potremo pensare di aggiungere risorse”. Sull’Ape volontaria “ci sono ancora alcuni passaggi burocratici da completare. Contiamo di metterla in pista prima della pausa estiva”.

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