Villano: impresa missione possibile anche in Irpinia

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Presidente Giovani Confindustria Avellino
Maria Grazia Villano

Fare rete e puntare sulle nuove tecnologie per colmare il gap infrastrutturale e crescere anche sui mercati internazionali. Maria Grazia Villano, neopresidente del Gruppo Giovani di Confindustria Avellino, non ha dubbi: “Anche in Irpinia è possibile fare impresa, e bene”. Laureata in Ingegneria presso la Federico II di Napoli, è impegnata nell’azienda di famiglia, la OMI, Officine Meccaniche Irpine srl, di Lacedonia, punto di riferimento a livello mondiale nella produzione dei componenti per il settore aerospaziale.

Digitalizzazione, internazionalizzazione, nuove tecnologie e programmazione comunitaria: l’Irpinia può contare su una classe imprenditoriale all’altezza per cogliere le nuove opportunità?

Ritengo di sì. Fattore imprescindibile per la competitività e il successo delle imprese è mantenere lo sguardo costantemente rivolto al futuro, ponendosi come obiettivo primario quello di soddisfare le richieste dei committenti con intuizioni tecnologicamente avanzate. Questo può essere assicurato attraverso la ricerca e lo sviluppo in collaborazioni con enti di ricerca e Università, grazie al lavoro di tecnici esperti e all’utilizzo di appositi strumenti finanziari offerti dalla programmazione europea (H2020) accessibili alle Pmi. Il nostro intento, come gruppo giovani imprenditori di Confindustria Avellino, è quello di diffondere ulteriormente tali strumenti per innovare i processi ed i prodotti/servizi delle nostre imprese.

Giovani e politica: com’è il rapporto con le istituzioni? C’è sinergia e collaborazione?

Di certo il contesto storico e sociale in cui noi giovani Iimprenditori operiamo non è oggettivamente dei più semplici. Allo stesso tempo abbiamo la grinta e lo spirito giusti per stabilire un confronto continuo non solo con le istituzioni e le autorità di riferimento ma anche con altri imprenditori ed enti esterni alle nostre aziende, al fine di offrire e ricevere stimoli e spunti di miglioramento per progetti strategici per le nostre realtà imprenditoriali.

Come si coniugano le nuove sfide di Industria 4.0 con i ritardi e l’isolamento di alcune aree industriali della provincia?

Il discorso si complica quando alla lenta burocrazia si aggiungono i problemi delle infrastrutture e dei servizi nelle aree industriali interne, con gli annessi rischi sismici ed idrogeologici. Ne consegue che noi imprenditori irpini siamo sicuramente svantaggiati rispetto alle tematiche e ai tempi della programmazione Industria 4.0 e siamo costretti a fare salti mortali per riuscire ad essere competitivi in un mercato globalizzato.

Qual è il principale freno allo sviluppo in Irpinia?

Se pensiamo al rapporto Irpinia-Italia, il freno è dato dalla carenza delle infrastrutture e dei servizi nelle aree industriali, dai rischi sismici ed idrogeologici, dai problemi per la logistica e dall’eccesso di burocrazia. A questo si aggiungano le problematiche determinate a livello generale dal cuneo fiscale.

Consiglierebbe oggi ad un giovane di avviare un’attività imprenditoriale?

Certo. Rispondo alla domanda con una frase di Phil Libin che riassume il perché si deve fare impresa, nonostante tutte le difficoltà, lo sconforto e la burocrazia ad ostacolarci:
“Ci sono un sacco di cattive ragioni per avviare un’impresa. Ma c’è una sola buona e legittima ragione per farlo, e penso di sapere di cosa si tratta: cambiare il mondo”. Noi giovani imprenditori avvertiamo la responsabilità verso le nuove generazioni della speranza di vita migliore di questo territorio. Una vita migliore attuabile anche attraverso l’associazione di Confindustria.

Quali sono i settori della provincia che, secondo lei, hanno maggiori margini di crescita?

Tutti i settori dove si punta sull’innovazione e sulla ricerca dei prodotti/servizi offerti per essere competitivi nel mercato internazionale assicurando, in questo modo, crescita e sviluppo del territorio.

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