Cisl: Fallimento Alto Calore sarebbe una iattura

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Alto Calore a rischio
Rubinetti a secco

Rischio fallimento Alto Calore, la Cisl frena. “In questa fase riteniamo che di fronte ad una grave situazione debitoria come quella dell’Acs l’unica cosa da fare è di individuare percorsi condivisi tra i sindaci, provincia, Acs e Regione per formulare progetti mirati al rifacimento delle reti idriche e giungere all’affidamento del servizio idrico integrato”, precisano il segretario generale Cisl Mario Melchionna e il segretario generale Femca Cisl
Giovanni Esposito.

Non è possibile continuare con i rimpalli di responsabilità e non affrontare i veri problemi dell’ente. “Le reti idriche sono un colabrodo oltre il 65 % dell’acqua si disperde nel sottosuolo con gravi ripercussioni sui cittadini. L’ Acs è un’azienda pubblica con circa 400 dipendenti che hanno professionalità e esperienza tale da poter pretendere l’affidamento del servizio idrico integrato. Riteniamo che sia giunto il momento che la politica la smetta di giocare a nascondino e si assuma ognuno le proprie responsabilità. Un Acs dichiarato fallito non serve a nessuno, anzi spiana la strada per la privatizzazione dell’acqua. Certo i crediti vanno riscossi come vanno pagati i debiti, su questo concetto c’è poco da aggiungere. La Cisl e la Femca invitano tutti gli attori preposti ad individuare percorsi condivisi per evitare il peggio e per garantire i servizi ai cittadini e il mantenimento dei livelli occupazionali”.

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