Foti: “Questa non è politica, è cannibalismo”. Ma non lascia

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Il consiglio comunale di Avellino: il sindaco Foti legge la sua relazione

Era, ed è stato, innanzitutto, il consiglio comunale di Paolo Foti. Il sindaco di Avellino ha letto una relazione scritta di suo pugno, di tre pagine, in un clima di attesa, con 27 consiglieri comunali presenti. Foti dove spiegare perché lunedì scorso aveva deciso di dimettersi, dimissioni poi rientrate. “Spesso l’uomo ha preso il posto del sindaco e di questo sicuramente faccio ammenda. Devo scusarmi con tutti voi, con gli assessori e con i cittadini avellinesi”. Dopo le scuse, gesto che il sindaco definisce “rivoluzionario”, il primo cittadino del capoluogo irpino prova ad entrare di più nei dettagli: “Vi posso garantire che vivere il contesto nel quale mi trovo ad operare da sindaco non è affatto facile per chi, come me, aveva conservato il ricordo di anni in cui il rispetto reciproco prescindeva i ruoli e gli schieramenti”. Foti ce ne ha per tutti, per maggioranza ed opposizione. “Questa non è politica, è cannibalismo allo stato puro”, sottolinea. Ed ancora: “Siamo costretti a svolgere l’azione amministrativa in un oggettivo governo di minoranza. Questa è la desolante verità”. Poi a braccio dice una cosa non scritta nella relazione: “Nelle 48 ore che mi sono preso per riflettere dopo l’annuncio delle dimissioni, ho costatato che nessuno dei consiglieri voleva lasciare in anticipo la consiliatura”.

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