Stabile solo un’assunzione su 4. Cresce il lavoro a chiamata

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Industria

Nel periodo gennaio-giugno 2017, secondo l’Inps, è stabile solo un’assunzione su 4, mentre cresce il lavoro a chiamata. Nei primi cinque mesi del 2017, nel settore privato, si registra un saldo tra assunzioni e cessazioni, pari a +729mila, superiore a quello del corrispondente periodo sia del 2016 (+554mila) che del 2015 (645mila). La variazione netta dei contratti stabili continua a rimanere positiva, sebbene con numeri piuttosto bassi: + 43.465 rapporti

Il saldo annualizzato (vale a dire la differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi), a maggio 2017, risulta positivo, scrive l’Inps, e pari a +497mila. Tale risultato cumula la crescita tendenziale dei contratti a tempo indeterminato (+21mila), dei contratti di apprendistato (+48mila) e, soprattutto, dei contratti a tempo determinato (+428mila, inclusi i contratti stagionali e i contratti di somministrazione). «Queste tendenze – osserva l’Inps – sono in linea con le dinamiche osservate nei mesi precedenti e attestano il proseguimento della fase di ripresa occupazionale».

Oltre all’incremento dei contratti di somministrazione a tempo determinato (+14,6%), secondo l’Inps «appare particolarmente significativa la crescita vigorosa» dei contratti di lavoro a chiamata a tempo determinato, che, sempre nell’arco temporale gennaio-maggio, passano da 76mila (2016) a 165mila (2017), con un incremento del 116,8 per cento. È probabile che su questi numeri pesi la cancellazione dei voucher nel mese di marzo; una circostanza che ha costretto i datori a individuare strumenti contrattuali sostitutivi dei buoni. Quest’effetto spiega anche la riduzione dell’incidenza dei contratti a tempo indeterminato sul totale delle nuove assunzioni. Adesso siamo scesi al 25,9%, superavano il 40% nel 2015.

Da segnalare poi la riduzione dei licenziamenti: nel periodo considerato sono stati 235mila in calo del 2,6% rispetto al periodo gennaio-maggio 2016.

Quanto alla composizione dei nuovi rapporti di lavoro in base alla retribuzione mensile, l’osservatorio Inps registra, per le assunzioni a tempo indeterminato intervenute a gennaio-maggio 2017, una riduzione della quota di retribuzioni inferiori a 1.750 euro (55,0% contro 57,9% di gennaio-maggio 2016).

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