Pil, Cerm: “Servono interventi strutturali immediati”

0
403
Rapporto Svimez

 

Nel secondo trimestre del 2017 l’economia italiana ha continuato il suo ritmo di crescita, seppure in maniera lenta. Le attese sono per una crescita dello 0,4% tra aprile e giugno 2017 mentre nell’arco dell’anno le attese sono per una crescita dell’1,5%. La produzione industriale a giugno ha segnato un segno positivo dando un contributo al Pil e a questo punto sembra essere conservativa la previsione di una crescita all’1,1% prevista dall’esecutivo nel Documento di Economia e Finanza varato lo scorso aprile.

Secondo l’Istat “In Italia si consolida la crescita economica con segnali positivi diffusi a livello settoriale e sul mercato del lavoro”. L’Istituto ha messo nero su bianco che in Italia il mercato del lavoro dovrebbe proseguire il suo andamento favorevole. Negli ultimi tre mesi sarebbero aumentati gli occupati dipendenti, i permanenti e sarebbe proseguita la consistente riduzione degli occupati indipendenti. Anche il commercio al dettaglio sarebbe in ripresa.

Per far sì che la ripresa sia una realtà però, servirebbero una serie di interventi strutturali immediati. Secondo il presidente del Centro studi per la competitività le regole e i mercati (Cerm) Fabio Pammolli, sono tre le linee direttive lungo le quali l’esecutivo deve intervenire al più presto: gli investimenti, i giovani e gli oneri sul lavoro.

Per quanto riguarda il primo aspetto, il presidente del Cerm Pammolli sostiene che troppi investimenti pubblici si bloccano perché progettati male oppure per il gioco dei veti incrociati. “Troppe volte – scrive Pammolli – una volta arrivati al progetto definitivo, questo non si traduce in esecutività, in cantieri e lavori”. Questo perché sono troppe le istituzioni ad intervenire in materia e i poteri di veto di ciascuna finiscono non solo per rallentare l’esecuzione delle opere ma addirittura per stoppare gli interventi. La soluzione, pertanto, sarebbe l’istituzione di una cabina di regia unica per la progettazione e per gli investimenti pubblici, con un piano nazionale di partnership pubblico privato in grado di mobilitare cofinanziamenti di investitori istituzionali.

Altro aspetto importante è rappresentato dall’inscindibile binomio giovani e pensioni. Senza giovani lavoratori non si pagano le pensioni. Secondo il presidente del Cerm andrebbe introdotto da subito un taglio del carico contributivo per tutti gli under 25 e per tutta la loro carriera lavorativa. Una manovra che sui conti pubblici non avrebbe un peso significativo ma avrebbe al contrario un grande impatto per le imprese e per il futuro dei giovani. C’è, poi, il fronte lavoro rispetto al quale, secondo Pammolli, servirebbe subito un intervento per dare ossigeno fiscale e contributivo all’esercito delle Partite Iva. Un popolo che sta diventando ogni giorno più povero e che necessita di interventi seri e strutturati al più presto. Tre linee direttrici che dovrebbero dettare l’agenda dell’esecutivo in questi ultimi scampoli di legislatura ma che potrebbero senza dubbio entrare nei programmi elettorali degli schieramenti politici per le prossime elezioni.

 

Print Friendly, PDF & Email