Irpinia-Chianti: il nuovo asse del vino passa da Lapio

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Filadoro al "Fiano Love Fest" di Lapio

Irpinia-Chianti, prove di gemellaggio. Non si è fatta attendere la risposta dell’Irpinia all’appello lanciato dalle splendide colline del Chianti da Serena Coccia, la quale gestisce con le sorelle l’azienda “Podere di Castellinuzza” di cui è titolare suo padre, Paolo. La produttrice toscana nel mese di agosto aveva lanciato, attraverso il nostro gironale, una proposta ai piccoli produttori irpini. “Sarebbe interessante organizzare un gemellaggio con un’azienda irpina per il prossimo Festival “Profumi di Lamole”, aveva detto l’imprenditrice.

La prima risposta, a stretto giro, è arrivata da Lapio, patria del Fiano, ed in particolare dal titolare dell’azienda “Filadoro” Giancarlo Ioanna che si è candidato per il gemellaggio  con un conciso “ci sto” pubblicato su Facebook come commento al nostro articolo che conteneva la proposta di Serena.

Due mondi molti diversi quello del “Podere di Castellinuzza” e quello di “Filadoro”, ma uniti dallo stesso amore per il territorio, per la tradizione e per una passione, quella per il vino, tramandata di generazione in generazione.

Tre i DOCG prodotti dall’azienda Filadoro: Santarì-Fiano di Avellino DOCG (con uve 100% Fiano di Avellino, provenienti esclusivamente dai siti aziendali di Lapio); Fiano di Avellino DOCG (con uve 100% Fiano di Avellino) e il Greco di Tufo DOCG (prodotto con uve 100% Greco di Tufo).

“La nostra filosofia -precisa Ioanna – consiste nel trasformare le uve migliori in un prodotto di grande qualità e, al contempo, conservare le radici, i sapori e profumi della nostra terra. La nostra famiglia di viticoltori è impegnata da sempre in questo settore e siamo disponibili al confronto anche con realtà geograficamente lontane dalla nostra”.

Una candidatura sentita che non poteva che arrivare da uno dei territori di riferimento della produzione vitivinicola irpina. Lapio è storicamente patria di grandi vini, caratterizzati da uve uniche, espressione nobile della terra d’Irpinia che l’azienda Filadoro celebra ed impreziosisce con un amore incondizionato per la tradizione da molti lunghi anni.

Un primo passo in avanti al quale, magari, ne potrebbero seguire presto altri sull’asse Chianti-Irpinia che disegna un suggestivo connubio tra rosso rubino e giallo paglierino ed una possibile collaborazione tra due piccoli produttori, custodi delle loro terre, di due mondi così diversi, ma capaci di riconoscersi in un’unica passione.

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