Agriturismo boom: in Campania comandano le donne

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Imprese rosa
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2016 positivo per il settore agrituristico. In aumento le aziende condotte da donne con la Campania che, con 320 imprese rosa, guida la crescita. L’andamento positivo riguarda soprattutto il Mezzogiorno (+6,4%), grazie all’effetto traino della Campania (+14,3%), mentre è più contenuto quello registrato nel Centro del Paese (+0,6%) e nel Nord (+0,1%).

La Toscana detiene il primato delle aziende agrituristiche gestite da donne, in totale 1816, pari al 40,2% degli agriturismi presenti in regione e al 22,3% di quelli nazionali a conduzione femminile. Si conferma una minore presenza delle aziende a conduzione femminile nella provincia di Bolzano (13.1% degli agriturismi provinciali). A livello di area geografica, sul complesso delle aziende a conduzione femminile è pari al 38,5% nel Nord-ovest, al 24,1% nel Nord-est, al 42,5% nel Centro, al 45% nel Sud e al 34,1% nelle Isole.

Ma è tutto il settore in costante e progressiva crescita. Il numero delle aziende agrituristiche sale infatti fino a 22.661, 423 in più rispetto all’anno precedente (+1,9%). L’aumento più consistente si registra nel Mezzogiorno (+6,3%), rispetto al Centro (+1,8%) e al Nord (+0,3%). Dai dati Istat emerge che le Regioni con il maggior numero di aziende agrituristiche autorizzate sono Basilicata (20%), Calabria (16,1%) e Campania (13,3%).

Nel 2016 i comuni, nel cui territorio sono localizzate le aziende agrituristiche sono 4866, pari allo 0,8% in più rispetto all’anno precedente. Le aziende agrituristiche sono presenti nella maggioranza dei Comuni classificati come aree interne (62,7%), con una densità più accentuata nell’Italia centrale e in Alto Adige. Si conferma il contributo dell’agriturismo al mantenimento degli insediamenti umani e dell’attività agricola nelle aree interne che costituiscono spesso zone svantaggiate.

Oltre otto aziende agrituristiche su dieci (84%) sono presenti in aree collinari e montane, solo il 16% in aree pianeggianti. Tra gli agriturismi italiani localizzati in montagna, circa la metà è concentrata in Trentino-Alto Adige (49,8%).

La probabilità di sopravvivenza (pari in media al 68% dopo 5 anni, al 43% dopo 10 e al 6% dopo 20) è più elevata nel Nord-est, grazie al forte radicamento e alla numerosità delle aziende agrituristiche alto-atesine. La probabilità di sopravvivenza risulta maggiore per le aziende che svolgono contemporaneamente due o tre tipologie.

Delle 1.275 autorizzazioni per l’apertura di nuove aziende agrituristiche (-21,7% rispetto al 2015), 273 sono state rilasciate in Toscana e 142 in Calabria; seguono Sicilia (127) e Lombardia (108). Nel 2016, tra le 852 aziende che hanno cessato la loro attività (-25,1% rispetto al 2015), 416 sono localizzate nel Nord, 223 nel Centro e 213 nel Mezzogiorno. Il numero più elevato di cessazioni si registra in Toscana e Sicilia (rispettivamente 146 e 73).

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