L’Italia “dimentica” Mancini, Castel Baronia e l’Irpinia si ribellano

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Un Paese dovrebbe essere attento a custodire gli elementi della propria Identità Nazionale, non sottovalutarli. Ma il senso dell’orgoglio di appartenenza non è profondamente percepito da chi – quasi con accanimento – impedisce e nega il riconoscimento ufficiale nazionale del “Comitato per il Bicentenario della nascita di P.S. Mancini” e lo stanziamento dei fondi per rendere omaggio ad un illustre uomo irpino, pensatore e politico, Pasquale Stanilslao Mancini.

Occorre, dunque, conoscere a fondo la vicenda per comprendere che non vi è motivo valido di diniego dei fondi, il cui unico obiettivo sarebbe stato quello di promuovere la figura e la personalità del Mancini: nel marzo del 2016 il Comune di Castel Baronia – luogo natale del Mancini – e il Comitato per il Bicentenario P.S. Mancini, presieduto da Carmine Famiglietti, Presidente della Comunità Montana dell’Ufita, e dal Giudice Rocco Colicchio, richiesero al MiBACT istanza di riconoscimento ufficiale come “Comitato Nazionale” e l’attribuzione di un contributo, ma non si ebbe mai risposta di alcun genere fino a quando, verso la fine dell’anno, si veniva a conoscenza informalmente del diniego per una motivazione alquanto discutibile rilasciata dalla consulta. Dopo di che il Comitato per le celebrazioni regolarmente istituito dal Comune di Castel Baronia, in persona del vicepresidente Giudice Rocco Colicchio, presentò ricorso al TAR Lazio, il quale lo accolse, ordinando al MiBACT “e per esso al Dirigente della Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali, di completare il procedimento avviato dal Comitato del Bicentenario della nascita di Pasquale Stanislao Mancini in data 31 marzo 2019 entro il termine di 90 giorni dalla notificazione, o se anteriore, dalla comunicazione in via amministrativa della presente decisione”.

A quel punto si sono attivati l’On. Giuseppe Gargani e il Giudice Rocco Colicchio per un incontro con il Capogabinetto del Ministero, il quale il giorno 10 ottobre 2017 convocava il Comitato per una composizione bonaria della vicenda. Ma – sulle scale della sede ministeriale – si apprese che il Ministero dei Beni  e delle Attività Culturali e del Turismo, attraverso l’Avvocatura dello Stato, aveva prodotto ricorso in appello  al Consiglio di Stato, senza nemmeno avvisare il rappresentante istituzionale.

Nonostante la vicenda lasci l’amaro in bocca alla piccola comunità di Castel Baronia, tanto orgogliosa di rappresentare  la spiccata personalità di Pasquale Stanislao Mancini, e all’Irpinia tutta, il Comitato per il Bicentenario di P.S. Mancini, insieme all’Istituto Internazionale di studi “Giuseppe Garibaldi” – seppur in assenza di fondi – caparbiamente ha voluto, con tutte le forze, organizzare gli incontri sino ad oggi tenutisi.

Il secondo di una serie di convegni culturali – che celebrano la personalità di un uomo politico, giurista, avvocato e giornalista, che si è sempre ribellato agli schemi, lottando per l’abolizione della pena di morte e per il rispetto di tutti i diritti umani e che ha introdotto per la prima volta il principio di Nazionalità nell’ambito del diritto internazionale – si è tenuto oggi a Castel Baronia, alla presenza del Sindaco Felice Martone, del Presidente Carmine Famiglietti, del Giudice Rocco Colicchio, dell’On. Giuseppe Gargani, del Prof. Ortensio Zecchino, della Prof. Silvana Galardi, dei Prof. Franco Tamassia e Daniele Arru e infine dell’Ammiraglio Avv. Adelmo Mancini.

“La mia gratitudine va al Comitato e all’intera popolazione Castellese per aver, ancora una volta, voluto celebrare il nostro illustre concittadino Pasquale Stanislao Mancini. E’ proprio l’orgoglio di appartenenza che ci ha permesso di prodigarci senza risparmio di energie e, animati dal dovere e dalla passione per la cultura, di poter al meglio rendergli omaggio, pur in assenza di fondi che, sebbene richiesti, ci sono stati ingiustamente negati. Pertanto io propongo a tutti voi di insorgere di fronte a tanto accanimento e comunico che il comitato sta preparando una lettera di protesta al Presidente della Repubblica, da inviare a tutte le testate giornalistiche più importanti d’Italia in quanto non si può tacere una abnorme prevaricazione. Invito anche gli eredi Mancini a voler firmare il documento appena pronto, in quanto, credo che sia anche per loro una cosa molto triste”. È quanto afferma il Presidente Carmine Famiglietti, che con profonda dedizione si è impegnato affinché alla comunità Castellese potesse orgogliosamente essere riconosciuta la celebrazione della nascita di un concittadino assolutamente degno di non poca memoria.

Così come in primis il Sindaco di Castel Baronia, Felice Martone, si ritiene “mortificato per la scarsa considerazione della celebrazione di Pasquale Stanislao Mancini da parte del MiBACT, ma d’altra parte soddisfatto – sostiene il primo cittadino – di proseguire con grande impegno nell’organizzazione di eventi culturali per omaggiare l’illustre giurista che va oltre i confini nazionale. Una personalità come la sua deve avere il giusto rilievo, anche tramite il riconoscimento ufficiale del Comitato promotore della celebrazione del personaggio Mancini.

Eppure, il Prof. Ortensio Zecchino durante il convegno di questa mattina a Castel Baronia, ricorda “che cambiano i tempi ma non in meglio, poiché trenta anni fa furono celebrati i 100 anni dalla morte del Mancini, nel 1988, con un convegno a cui parteciparono il Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, e il Presidente del Consiglio, Ciriaco De Mita. E ciò perché Mancini vince e supera, dal punto di vista culturale, le contingenze non favorevoli nel mondo della politica di quel tempo. Oggi – prosegue Zecchino – con rammarico per la vicenda, mi sento di dire che di una grande personalità internazionale dovrebbe andarne fiero tutto il Paese”.

Non resta che – per la comunità di Castel Baronia e per l’Irpinia – sperare che si possano risvegliare le coscienze di chi, fino ad oggi, sembra quasi voler accantonare e oscurare un Uomo che ha dato alla cultura, al diritto e alla politica del Paese – con grande senso della nazionalità – il giusto e dovuto rilievo.

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