Imprenditori di “corsa” a New York. “Con noi l’Irpinia che non si arrende”

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Fausto Gioia e Tommaso Frasca

Quando una telefonata ed un incontro ti cambiano la vita. Forse per sempre. Due amici, due imprenditori ed un sogno. La telefonata è di quelle classiche: gli auguri del nuovo anno. L’incontro – o, meglio, il rincontro, visto che li conosco da sempre – è il mio con questi due “ragazzi” dalle grandi ambizioni ma anche con i piedi sempre ben piantati a terra. I due, mi auguro, forse mi faranno cambiare un po’ di abitudini. Ma procediamo con ordine. La telefonata, già. I primi giorni del 2017, la “classica”, come detto. Ad effettuarla è Tommaso Frasca, imprenditore della comunicazione visiva, un mezzo “genio” della grafica: è lui l’ideatore, tra tanti altri progetti, di Igor Capossela, un “esperimento social” cui hanno partecipato diversi disegnatori sparsi per l’Italia, il fumetto che da diversi anni spopola in Irpinia e non solo. Tommaso chiama l’amico Fausto Gioia, anche lui imprenditore, impegnato con successo nel settore ittico: fattura diversi milioni di euro. Quella telefonata termina con un’ammissione di Tommaso. “Ho un sogno”, dice. Il sogno si chiama New York, la maratona di New York. “I primi giorni ho pensato che Tommaso ancora non avesse smaltito le feste di Natale”, scherza Fausto. “Poi, pian piano, mi sono reso conto che era serio, maledettamente serio”.

Nel giro nemmeno di un mese, ecco il Campo Coni: le alzataccie mattutine, le sudate, le corse, le imprecazioni, gli allenamenti. Si corre, missione New York. “Per mesi ci hanno preso in giro, nessuno avrebbe mai scommesso su di noi. Ma dove volete andare, ci dicevano. In effetti, è stata dura. Le prime settimane sono state molto difficili, facevamo un paio di giri di campo ed eravamo già distrutti”. Ore ed ore di allenamento. Intensi, lunghi. Ed il gioco delle parti, come è ovvio che sia. I due si sono dati coraggio, perché i momenti di scoramento ci sono stati. Prima per l’uno, poi per l’altro. Ma un’incredibile forza di volontà li ha sorretti. “Oggi abbiamo la maratona nelle gambe. Siamo sicuri che copriremo bene i 42 chilometri che ci aspettano a New York il 5 novembre. All’inizio non lo avremmo mai creduto. Ma ci ha sostenuto la gente che ha creduto in noi. E, soprattutto, chi non l’ha fatto. Perché forse proprio loro ci hanno dato una grande spinta: il loro scetticismo, la nostra sfida”.

Fausto Gioia e Tommaso Frasca

La data della partenza ormai si avvicina. Il primo a volare in America sarà Fausto, il prossimo 25 ottobre. Ad inizio novembre sarà raggiunto da Tommaso-Igor. “Porteremo con noi un po’ di Irpinia. Anzi, il nostro scopo è far conoscere a tutti coloro che parteciperanno alla maratona, la nostra provincia. Perché ci sono anche tanti amici imprenditori che ci hanno sostenuto. Molti hanno creduto nel nostro messaggio positivo”.

Forse proprio questo è il punto più importante del nostro “articolo-maratona”. “Siamo l’esempio plastico che, nella vita, quello in cui si crede, lo si può ottenere. Ma servono lavoro e sacrifici”. Lavoro e sacrifici, certo: Fausto, ad esempio, ha perso ben 30 chili. “Con questa sfida abbiamo anche imparato a volerci più bene. Stili di vita più regolari, sana alimentazione e più spazio per noi stessi. Siamo passati dal circolo vizioso al circolo virtuoso. Credere ai sogni fa bene. Ed un sogno può diventare realtà”.

Il nostro sogno è vedere Tommaso e Fausto tagliare il traguardo di New York con onori e meriti. E far parte della “partita” , con loro, magari già il prossimo anno. Di chili da buttare giù, certo, ce ne sono parecchi. Ma il loro entusiasmo può trasformare ogni sogno in realtà. Anche il nostro.

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