Legge di Bilancio: c’è equo compenso avvocati

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Toghe povere in Campania

Legge di Bilancio: c’è equo compenso avvocati. Lo prevede una nuova bozza della legge di Bilancio, varata dal Consiglio dei ministri di lunedì, di cui Public Policy ha preso visione. Sul documento di manovra è ancora in corso il lavoro di limatura da parte dei tecnici. La norma riprende il ddl, sempre di iniziativa governativa, approvato lo scorso agosto in Cdm e ora all’esame della commissione Giustizia alla Camera. La norma, così come il ddl, punta a riequilibrare la posizione contrattuale degli avvocati nei confronti di soggetti connotati da particolare forza contrattuale ed economica, in particolare imprese bancarie e assicurative e imprese diverse da quelle piccole e medie. In particolare, la bozza prevede la nullità delle clausole vessatorie inserite nelle convenzioni contrattuali stipulate tra professionisti avvocati e clienti cosiddetti “forti”.

A tal proposito, vengono definite come vessatorie le clausole che, anche in ragione della non equità del compenso pattuito, determinino un significativo squilibrio contrattuale a carico dell’avvocato. Tale nullità, definita come “parziale” rispetto all’intera convenzione, consente l’inefficacia della sola parte del regolamento contrattuale o della singola clausola contraria alla legge, mentre la convenzione stessa rimane in vigore.

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