La vendemmia di Mastroberardino: “Un aglianico eccezionale, sarà un gran Taurasi”

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“Positivo oltre le aspettative il bilancio dalle vigne di famiglia”. Piero Mastroberardino “esalta” la vendemmia 2017, con una lunga ed articolata nota stampa. Ampia la panoramica all’interno delle tenute Mastroberardino tra l’Irpinia e il Sannio. Si parte dai vini bianchi “per i quali, a fronte di un calo di volumi per il Greco e per il Fiano, compensato da un elevato livello qualitativo delle uve, si è registrato un risultato decisamente positivo, per quantità e qualità, per la Falanghina”.

Il Fiano di Santo Stefano del Sole

Santo Stefano del Sole (circa 10 ettari) significa per Mastroberardino Fiano e, in particolare, il cru Radici Fiano di Avellino Docg, frutto della conduzione biologica di un vigneto allevato ad oltre 600 metri sul livello del mare. Quella di S. Stefano è la tenuta collocata alla maggiore altitudine all’interno dell’areale di produzione della Docg, in un contesto paesaggistico unico tra castagneti e querceti. “La vendemmia 2017 si è conclusa da pochi giorni, in anticipo rispetto alle medie storiche della tenuta, con la raccolta di uve di elevata qualità e che hanno sorpreso per il particolare equilibrio tra le varie componenti. Le caratteristiche specifiche del sito hanno esaltato la freschezza e l’aromaticità delle uve in armonia con le elevate concentrazioni zuccherine predisponendo un millesimo di grande espressione varietale e concentrazione”.

Il Greco di Montefusco

La tenuta di Montefusco: suggestiva dal punto di vista paesaggistico, una verde terrazza sulla vallata, 16 ettari integralmente impiantati a Greco, ben esposta e costantemente ventilata, adagiata sul versante della montagna fino a raggiungere un’altitudine di oltre 600 metri. In questo specifico territorio le condizioni di siccità sono state meno pressanti rispetto all’Irpinia in generale. “Concluso il taglio del Greco dedicato alla produzione del cru Novaserra Greco di Tufo Docg, è grande la soddisfazione per le uve consegnate in cantina. Le piogge settembrine e le conseguenti riduzioni delle temperature hanno donato uve belle, sanissime e fresche, con una buona maturazione aromatica e rese superiori alle attese. La vendemmia si è svolta sotto il segno del bel tempo, rendendo ancor più piacevoli le giornate di festa legate alla raccolta. Risultati qualitativi di particolare pregio, dunque, promettono elevati caratteri riguardo l’espressione del vino proveniente dalla tenuta aziendale più rappresentativa dell’areale di produzione”.

La Falanghina di Mirabella Eclano

La vendemmia 2017 della Falanghina di Mirabella Eclano per la produzione del cru Morabianca Irpinia Falanghina Doc si è conclusa confermando le attese: “Qualità eccellente con uve sanissime ed elevato grado zuccherino, in anticipo di maturazione di circa 15 giorni. Risultati derivanti dalle specifiche caratteristiche dei terreni dove giacciono le vigne di Falanghina nella tenuta di Mirabella Eclano (65 ettari impiantati prevalentemente a Falanghina ed Aglianico) che garantiscono un ottimale drenaggio delle acque superficiali, in uno con un buon accumulo negli strati di argilla sottostanti. Questo mix ideale consente di alimentare le radici delle viti nei periodi di maggiore esigenza e di potenziale stress idrico, così come è stato necessario in questa calda estate 2017. L’analisi sensoriale delle uve durante la raccolta ha evidenziato un ottimo equilibrio gustativo e una sorprendente armonia che auspichiamo possano esprimersi in un grande risultato enologico”.

L’aglianico di Montemarano

In quest’ultima decade di ottobre, si sta concludendo la vendemmia dell’aglianico nella tenuta di Montemarano destinata, nella sua parte più elevata, a circa 650 metri di altitudine, alla produzione del Radici Taurasi Riserva Docg. “La notizia è che in questo millesimo, da Montemarano, cuore pulsante del Taurasi, abbiamo raccolto un aglianico eccezionale, assoluto protagonista di un’annata che, ci permettiamo di pronosticare, si renderà memorabile esprimendo un vino di grande spessore e dal poderoso potenziale di invecchiamento. Montemarano è un territorio particolare, tipico di una viticoltura di montagna. In questa calda estate ha beneficiato delle temperature medie più basse dell’intero areale, di alcune leggere e sporadiche piogge in luglio e di altre più consistenti all’inizio settembre e, soprattutto, delle forti escursioni termiche registrate dalla fine di agosto. L’aglianico ha così potuto esprimere tutto il suo carattere: potenza, eleganza, acidità, finezza e perfetta maturità polifenolica. Un ideale equilibrio tra tutte le componenti che si rivela, straordinariamente, già alla degustazione degli acini manifestando un frutto marcato, una notevole densità estrattiva e una suadente intensità aromatica. Sensazioni di potenza e armonia espressiva che riscopriremo magnificate nel calice, tra alcuni anni, nel Taurasi che verrà”.

 

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