“Noi, abbandonati dalla città di Avellino”: la disperazione dei docenti del Mancini

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La città ci ha abbandonati, ci aspettavamo maggiore solidarietà. Eppure il Mancini è una scuola storica di Avellino“. E’ la rabbia, mista a delusione, di una docente del Liceo scientifico di via De Concilii, la scuola più famosa, suo malgrado, della città in questo momento. Da venerdì, i 1.200 studenti e gli oltre 300 tra docenti e personale Ata, non hanno una sede, visto che l’edificio è stato dichiarato inagibile e chiuso dalla Procura di Avellino. Da lunedì, per una settimana, è stata prevista una soluzione tampone, in un altro istituto del capoluogo irpino. Una soluzione che accontenta a metà e che comunque tiene tutti con il fiato sospeso, in attesa del Riesame fissato per venerdì.

Nonostante la pioggia, una folta delegazione di studenti, docenti e genitori oggi pomeriggio, venerdì 10 novembre, ha atteso l’arrivo in città del Ministro per il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, e del Presidente della Giunta della Campania, Vincenzo De Luca, i quali avrebbero dovuto presenziare all’inaugurazione di una università privata, la “Pegaso”. L’attesa è stata vana, perché né De Vincenti e né De Luca sono arrivati in città. Qualcuno ha malignato che i due non siano venuti proprio per evitare la delegazione che aveva ampiamente annunciato la propria presenza. La delegazione è comunque riuscita a parlare con il Presidente del Consiglio Regionale. Rosetta D’Amelio ha garantito tutto l’impegno della Regione. Lunedì, ad ogni modo, ci sarà una nuova manifestazione del “Mancini”.

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