Avellino una città ancora ferita e a rischio: il terremoto lungo 37 anni

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Il ricordo del terremoto del 1980

Avellino è ancora una città ferita e a rischio. Ci sono i buchi neri del Corso a ricordarlo. Dopo 37 anni dal terremoto del 1980, diverse zone del salotto buono del capoluogo irpino fanno tornare indietro le lancetta del tempo: la ricostruzione è a metà. E poi, c’è l’inadeguatezza del patrimonio edilizio privato. Nel giorno del ricordo, gli ordini professionali sottolineano che il 60% è a ancora rischio. Un allarme condiviso anche dal sindaco di Avellino, Paolo Foti. E’ tempo di celebrazioni, in pieno centro storico, come ogni anno, il primo cittadino depone la corona in Piazza XXIII Novembre. C’è poca gente, anche in Cattedrale. Il centro storico è la zona di Avellino che ha pagato il tributo più alto, con 300 morti.

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