“Ci sono imprenditori che vogliono l’Avellino calcio: ma io non mollo”

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Pennisi e Taccone

Nella sede della Misericordia, l’atteso faccia a faccia tra Walter Taccone ed i tifosi irpini. Il presidente dell’Avellino calcio arriva dieci minuti: puntualità svizzera. E’ calmo e sereno, lo attendono decine e decine di supporters.  C’è un po’ di tensione nell’aria, ma il numero uno della società irpina riesce a reggere agli urti, anche dei tifosi più accesi. La reunion è stata chiesta ed organizzata dalla Curva Sud che regge le fila dell’incontro con Pennisi e Iannuzzi. Sono loro a porre le prime domande al Presidente. L’oggetto del contendere è l’ingresso del nuovo socio, Angelo Ferullo, che alla Sud proprio non piace. Taccone lo difende dagli attacchi: “Non è vero che è inaffidabile, prima di parlare bisogna conoscere meglio i fatti”, dice. “E poi – prosegue – lui è entrato solo con il 15%, la maggioranza è sempre solo la mia”. Ma la Sud insiste: “Continueremo a contestare, in maniera civile. Non siamo convinti, non ci piace”.

Taccone sgombera ogni dubbio anche sui debiti eventuali della società. Sono circolate, nei giorni scorsi, voci di debiti che arrivano a circa 10 milioni di euro. “E’ tutto falso”, risponde il Presidente. “I debiti sono di 7 milioni e 200mila euro, ma dovete stare tranquilli: fin quando ci sarà io, l’Avellino non avrà mai nessun problema, a costo di vendermi le proprietà”. Non nasconde, Taccone, di aver ricevuto offerte da imprenditori intenzionati a rilevare l’intero pacchetto azionario dei biancoverde. Almeno tre, le offerte. “Al momento non abbiamo né la voglia e nemmeno l’esigenza di lasciare l’Avellino. Siamo ancora interessati a fare calcio e a fare il bene dei biancoverdi”.

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