Imprese: è caccia ai laureati. La lista degli “introvabili”

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    Rapporto Unioncamere
    Laureati: caccia in azienda

    Imprese: caccia ai laureati. Secondo Unioncamere quest’anno le imprese italiane contano  di inserire in azienda complessivamente 467mila laureati e 1.415mila diplomati. La laurea è richiesta, quindi, per circa 1 posto di lavoro su 10 mentre ai diplomati è destinato oltre 1/3 delle opportunità. 

    L’indirizzo economico è il corso di laurea più richiesto dalle imprese: 137mila i contratti offerti, pari al 30% delle entrate totali previste di laureati. A ridosso degli economisti si posizionano i diversi indirizzi di ingegneria, che arrivano a una richiesta complessiva di 110mila entrate, suddivise nei 45mila dottori in ingegneria elettronica e dell’informazione, 30mila in ingegneria industriale, 24mila in ingegneria gestionale e oltre 10mila in ingegneria civile e ambientale. Tra gli altri indirizzi più richiesti figurano poi quello di insegnamento e formazione (35mila) e quello sanitario e paramedico (33mila).

    Ma la ricerca di laureati non è sempre impresa facile. Le imprese fanno fatica, infatti, a trovare 1 laureato su 3, cioè 151mila figure complessive. I laureati a indirizzo linguistico sono i più difficili da trovare: 8mila figure su 15mila previste in entrata comportano problemi di reperimento (il 57%). Quasi la stessa difficoltà di reperimento (55%) riguarda i laureati dell’indirizzo ingegneria elettronica e dell’informazione. Anche i laureati in ingegneria industriale sono tra i più “introvabili”, tanto che le imprese faticano a reperire quasi metà di quelli previsti in entrata. Seguono poi i laureati in campo scientifico-matematico-fisico (il 40% dei quali difficili da reperire), e quelli in ingegneria gestionale e altri indirizzi minori di ingegneria (un po’ più di un terzo “introvabili”).

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