Lady De Mita alla fine dell’interrogatorio: tutto inventato dai giornalisti

0
573
Annamaria De Mita all'uscita dalla Procura

Qualcuno lo ha definito un giorno storico. Annamaria Scarinzi in Tribunale, ascoltata dai magistrati sul caso “Noi con Loro”. All’uscita dalla Procura, dopo tre ore di interrogatorio, la moglie di De Mita, tra le altre cose, ha detto ai giornalisti: “Fino a tre giorni fa non mi conoscevate, non mi avete chiesto niente. Continuate così, continuate ad inventare”. Con la mano ha anche provato a coprire la nostra telecamera, non volendo essere ripresa. Prima di varcare l’uscita del Palazzo di Giustizia, insieme al suo legale, l’avvocato Antonemilio Krogh, ha esitato qualche istante. Voleva chiaramente evitare di incontrare i giornalisti. Ma è stata “costretta” a farlo, visto che la sua auto era parcheggiata nel piazzale del Tribunale. Prima di salire in macchina, ha fermato l’avvocato mettendogli la mano sulla bocca. Krogh forse voleva dire qualcosa. “Abbiamo chiarito la posizione”: solo questo è riuscito ad affermare il legale che viene da Roma.

Annamaria De Mita era arrivata in Tribunale verso le 11. Ha atteso un paio di ore nei corridoi della Procura, a quanto pare fumando nervosamente. Prima di lei, c’era l’interrogatorio di Gerardo Bilotta, amministratore delegato dell’Aias Onlus. L’interrogatorio della Scarinzi è iniziato poco dopo le 13, per finire alle 15.30.

Ricordiamo che le associazioni “Noi con Loro” e Aias, entrambe con sede in Via Morelli e Silvati ad Avellino sono finite nel mirino dopo le indagini aperte dalla Procura della Repubblica di Avellino sulla gestione finanziaria delle due organizzazioni storicamente impegnate nel settore della riabilitazione e dell’assistenza a persone diversamente abili.

Truffa, falsa fatturazione, abuso d’ufficio, associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio e all’evasione: questi i capi di imputazione a carico dei 10 indagati, tra i quali figurano, per l’appunto, la moglie di Ciriaco De Mita e l’ex amministratore avellinese, ovvero Bilotta, difeso dall’avvocato Gianantonio Cillo.

 

Print Friendly, PDF & Email