A Benevento il primo edificio a energia zero del Sud

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A Benevento il primo edificio a energia zero del Sud. Un sistema a soffitto radiante per fornire energia termica sia in inverno che in estate, collettori solari per produrre acqua calda e pannelli fotovoltaici ad alta efficienza per l’elettricità. Sarà inaugurato a metà gennaio, sui suoli dell’Università del Sannio “nZEB”, acronimo di “Nearly Zero Energy Building”, il primo prototipo del Sud (e tra i primi su scala nazionale) di edificio in scala reale completamente autonomo dal punto di vista energetico.
L’intervento ideato da Stress – il Distretto ad Alta tecnologia per le costruzioni sostenibili, costituito dall’Università di Napoli Federico II, l’Università del Sannio, l’Università di Padova, l’Università del Salento, il Cnr e importanti realtà imprenditoriali – è solo uno dei progetti di ricerca e innovazione cui partecipa la Graded Spa, società napoletana che opera da 60 anni nel mercato della progettazione, realizzazione, installazione e gestione di impianti tecnologici, di cogenerazione industriale e di produzione energia da fonti rinnovabili.
L’azienda è gestita in seconda generazione dai fratelli Vito e Federico Grassi e dal 2005 è una “Energy Saving Company” (Esco), riconosciuta e accreditata secondo i più moderni standard di riferimento, che progetta, realizza e gestisce con soluzioni energetiche personalizzate chiavi in mano ovvero in Project Financing nel settore pubblico e privato, in Italia e all’estero: Inghilterra, Germania, Spagna, Portogallo, Romania. “L’edificio a energia zero – spiega Vito Grassi, amministratore unico di Graded – diventerà un laboratorio permanente per testare le tecnologie più avanzate. Questa abitazione 2.0 avrà, infatti le caratteristiche che tutti gli edifici di nuova costruzione in Italia dovranno avere a partire dal 31 dicembre 2020 (2018 per gli edifici pubblici)”.
Il sistema di illuminazione sarà interamente composto da lampade a Led caratterizzate da basso consumo energetico. L’impianto elettrico sarà, inoltre, provvisto di un sistema domotico che consentirà di utilizzare in maniera ottimale l’energia fotovoltaica combinando il monitoraggio dell’impianto fotovoltaico con un controllo programmato dei consumi dei singoli elettrodomestici.
L’edificio sarà anche “intelligente”, oltre che green dal punto di vista energetico. Saranno installate alcune delle più avanzate tecnologie in ambito domotico, correlabili sia al risparmio energetico che ad una migliore fruizione degli spazi. Particolare risalto verrà dato all'”internet delle cose”, dove oggetti di uso quotidiano si rendono riconoscibili, comunicando dati su se stessi e accedendo ad informazioni aggregate da parte di altri. Il cuore di tale sistema è un hub connesso ad internet, controllabile da remoto via web o mediante una applicazione per smartphone dedicata. Le “cose” compatibili con il framework scelto possono essere connesse all’hub, dialogare tra loro ed essere programmate e controllate da remoto. Sarà possibile, quindi, aprire e chiudere serrature delle porte e finestre dell’edificio all’avvicinarsi o allontanarsi di persone autorizzate; gestire sistemi di spegnimento ed accensione delle luci basati su rilevatori di presenza, prese elettriche, sensori di temperatura e umidità e sensori anti-allagamento; far dialogare l’impianto di climatizzazione e l’illuminazione in funzione delle condizioni climatiche esterne e delle previsioni meteo.
Smart Case non è l’unico progetto di ricerca in cui è impegnata la Graded. “L’azienda – aggiunge Grassi – è attualmente in campo su diversi progetti per migliorare ulteriormente l’efficienza dei rendimenti energetici, in partnership con importanti realtà di ricerca e con le università sia pubbliche che private. Tra queste la “Federico II”, la “Parthenope”, l’Università del Sannio, l’Università di Fisciano a Salerno e il Suor Orsola Benincasa di Napoli”.
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