Irpinia fuori moda: export ai minimi

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Rapporto Camera di Commercio di Milano
Moda irpina ai minimi

Irpinia “fuori moda”: crollo sui mercati esteri. Gli ultimi dati della Camera di Commercio di Milano registrano un sensibile calo del settore che in provincia è rappresentato da oltre 1.800 imprese irpine. Quelle gestite da uomini rappresentano il 61.2 per cento del totale. Nell’ambito del commercio operano 891 attività, 881 nella produzione, mentre le restanti 30 sono specializzate nelle attività di design.

Rispetto al 2016, nell’anno appena trascorso si è registrato un incremento dello 0.3 per cento del numero di imprese attive, il meno significativo, fatta eccezione per Salerno (-1%), in Campania dove guida Benevento con una crescita del numero di attività impegnate nel settore dell’1.8 per cento. Complessivamente il settore occupa in Irpinia 4.800 persone, pari allo 0.6 per cento della forza lavoro complessiva.

L’impatto occupazione più significativo a livello regionale si registra nella provincia di Napoli dove il settore moda dà lavoro a oltre 52mila unità. Il rapporto della Camera di Commercio di Milano si sofferma anche sui numeri dell’export di settore: in Irpinia, dal 2015 ad oggi, il volume d’affari sui mercati internazionali è andato progressivamente in calo. Dagli oltre 100 milioni di euro del 2015 si è passati ai quasi 85 milioni di fine 2017 per un calo complessivo dell’8.1 per cento.

E’ la peggiore performance in Campania, dove sono ancora una volta Napoli (+3.5%) e soprattutto Benevento (+8.8%) a registrare i migliori risultati all’estero.

A livello nazionale le imprese della moda sono 224 mila, di cui 34 mila in Lombardia, prima regione, seguita da Campania con 32 mila e Toscana con 28 mila. Tra le province guida Napoli con quasi 21 mila attività, seguita da Roma con 15 mila e Milano con 13mila. Seguono Firenze, Prato, Bari e Torino. Milano eccelle però nel design con quasi 2 mila attività specializzate.

L’export italiano di moda supera i 38 miliardi di euro in nove mesi. Milano è prima con 4,9 miliardi e rappresenta il 13% del totale. Seguono Firenze (10,5%), Vicenza (8,6%), Treviso (4,9%) e Prato (4,2%). Sul 3% si attestano Reggio Emilia, Bologna, Verona, Como e Biella.

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