Il candidato CasaPound ad Avellino: la città antifascista (giustamente) si ribella

0
4031

Simone Di Stefano, candidato premier per lo schieramento di destra “CasaPound”, sarà ad Avellino domani sera, alle 19, nel centro storico. Di Stefano presenterà il programma elettorale in viste delle elezioni del prossimo 4 marzo. Una visita preceduta da una vigilia abbastanza carica di tensione, perché contro la manifestazione si sta schierando buona parte dell’Avellino antifascista.

Ed è sicuramente la parte migliore del capoluogo irpino che fa bene a non stare zitta e ad esprimere la propria opinione che noi condividiamo in pieno.

A cominciare dalla Cgil che “chiede alle autorità competenti di verificare puntualmente il rispetto della Costituzione e delle leggi in merito, all’iniziativa di presentazione elettorale della formazione neofascista, perché di fatto si definiscono fascisti del nuovo millennio, promossa per sabato 13 gennaio ad Avellino”, scrive il segretario generale Franco Fiordellisi. “Siamo da sempre determinati a difendere la nostra Costituzione e i suoi valori, ma anche la città di Avellino, e l’Italia da chi vuole contaminarla con l’odio, l’intolleranza e la paura del diverso. Il sindacato, la Cgil, è impegnata affinché Avellino sia una città di pace, di accoglienza, valori che da tempo disattesi e inapplicati, anche della nostra comunità cittadina. Noi siamo fieramente antifascisti”. “Per questo come Cgil, insieme a tante altre realtà associative che si riconoscono nei valori della Costituzione, riteniamo inaccettabile che ai nuovi fascisti di CasaPound sia dato spazio in Piazza della Resistenza e che manifestino per le vie della nostra città”.

Sulla stessa lunghezza d’onda della Cgil anche la Rete antifascista Irpina. “Consideriamo inaccettabile la decisione del Comando della Polizia municipale di Avellino, assunta  con ordinanza n.8 R.O del 10/01/2018, di autorizzare, nell’ambito di una manifestazione elettorale di Casa Pound, l’utilizzo come area parcheggio dell’area adiacente a via Trinità denominata “Piazzale della Resistenza”.  Nessuna motivazione di ordine logistico può giustificare la concessione ad una organizzazione che non ha mai fatto mistero della  sua natura neofascista, di un’area che nella sua denominazione evoca i valori e il ricordo della Resistenza e della lotta partigiana al nazifascismo. Si tratterebbe dell’ennesimo sfregio alla memoria e ai valori democratici in una città che da tempo vede un preoccupante attivismo di gruppi neofascisti. Pertanto, anche in coerenza con la mozione approvata dal Consiglio comunale di Avellino che richiamava l’amministrazione a “Misure di contrasto agli atteggiamenti antidemocratici e discriminatori di matrice neofascista, razzista e omofoba sul territorio avellinese”  chiediamo l’immediata revoca di tale concessione ed una assunzione di responsabilità per garantire che nella nostra città venga garantito il rispetto dei valori costituzionali e della memoria della Resistenza”.

Interviene anche il consigliere regionale di Articolo Uno – Mdp, Francesco Todisco: “Il moltiplicarsi delle iniziative da parte di gruppi che si richiamano apertamente al regime fascista è il segnale di un decadimento costante in termini valoriali della nostra società. Purtroppo, non è la prima volta che un segnale del genere emerge in maniera sconcertante ad Avellino, la mia città, e sorprende l’indifferenza delle istituzioni di fronte ad esso. Inoltre, e saremmo al grottesco se non fosse drammatico, ritengo gravissima la decisione del comandante dei vigili urbani di destinare ad area parcheggio per i manifestanti Piazzale della Resistenza. Un vero e proprio schiaffo a quanti hanno dato la vita per liberare il Paese dal fascismo”.

Print Friendly, PDF & Email