Economia circolare: così i rifiuti possono diventare una risorsa

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Convegno Eudem

 “Sistemi europei di gestione rifiuti urbani” è il titolo del convegno promosso da Eudem. Un modo diverso di gestire i rifiuti, da organizzare in un ciclo economico virtuoso in grado di trasformare l’emergenza in risorsa a vantaggio dei cittadini e dell’ambiente più in generale. Di seguito riportiamo la riflessione di Maria Rusolo, presidente dell’associazione.

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“L’uomo si distrugge con la politica senza princìpi, col piacere senza la coscienza, con la ricchezza senza lavoro, con la conoscenza senza carattere, con gli affari senza morale, con la scienza senza umanità, con la fede senza sacrifici”.

Venerdì scorso la nostra associazione Eudem ha organizzato un convegno per parlare di Sistemi Europei di gestione dei rifiuti urbani, e di Economia Circolare, con dei relatori di tutto rispetto, ma soprattutto con l’intento di continuare ad affrontare la politica, nella chiave di lettura del servizio reso alla comunità, di proporre una alternativa in tema di cultura, servizi pubblici essenziali, di qualità della vita, di metodi e misure.

L’economia circolare ed il passaggio ad essa da una economia lineare, fatta di sprechi e di visioni ristrette molto limitate al sistema della produzione immediata, senza una reale conoscenza e valutazione dell’impatto delle nostre azioni sul futuro, sono punto di partenza necessario per chi intende trasformare il vecchio modo di fare politica. I partiti devono cogliere la sfida, e comprendere che riusciranno a sopravvivere ai populismi, al rigurgito fascista, ad una evidente crisi valoriali e sistemica, che mette in pericolo la democrazia e la vita delle future generazioni.

La valorizzazione degli scarti dei consumi, l’estensione del ciclo di vita dei prodotti, la sharing economy (economia della condivisione delle risorse), l’impiego di materie prime da riciclo, l’uso di energia da fonti rinnovabili possono innescare un circolo virtuoso di produzione e consumo responsabile in grado di migliorare le condizioni ambientali del nostro pianeta (riducendone l’inquinamento) e quelle di vita dei suoi abitanti (attraverso la distribuzione più equa delle risorse).

Il sistema economico usato per secoli è ormai insostenibile perché costoso per persone, per imprese e soprattutto per il pianeta. La globalizzazione è stata vissuta per decenni come un vantaggio, ma solo in una logica puramente economica e finanziaria, senza preoccuparsi di quelli che sarebbero stati gli effetti sulle popolazioni più fragili, sulle persone più deboli all’interno di società sempre più liberiste e consumistiche.

L’usa e getta, non è stato assegnato solo agli elementi fisici, a quelle che comunemente chiamiamo cose, ma anche alle persone, che sono diventate sostituibili senza alcun tentennamento. L’economia circolare ci consente di operare una riflessione su quella che è la politica circolare, che mette al centro della discussione la competenza, il rinnovo della classe dirigente e la efficacia e l’efficienza di servizi, in un sistema in “rottura”.

Esiste una frattura nel sistema democratico che la circolarità consente di sanare attraverso la condivisione, la mediazione e la sostenibilità. Di questo Eudem ha discusso e di  questo continuerà a discutere nei prossimi mesi in città, senza un solo tentennamento offriamo alla nostra comunità la possibilità e l’opportunità di scegliere e di diventare finalmente Europei.

“Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi ed impegnati possa cambiare il mondo. In verità è l’unica cosa che è sempre accaduta.”

Maria Rusolo, presidente Eudem Avellino

 

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